Workshop giornalismo: 5 incontri con professionisti di spicco all’università di Parma (parte1)

Pubblicato il 7 novembre 2014

workshop giornalismoWorkshop di giornalismo dal titolo “News in progress” a Parma. Cinque incontri tra il 6 e il 7 novembre presso l’università di Parma, organizzata dall’associazione Hydra, ci daranno una chiarificazione su ciò che significa fare giornalismo, come scrivere, cosa scrivere e come mixare la passione per il giornalismo e la scrittura con la messa in pratica delle regole del mestiere. Il workshop rientra nel progetto “ParmAteneo”, il settimanale web degli studenti dell’Università di Parma, curato dall’associazione culturale Hydra..

Agli incontri del workshop parteciperanno nomi noti della stampa nazionale e locale (Alfio Sciacca, Paola Cavetti, Luca Ponzi, Sandro Piovani e Luca Molinari) che sono stati disposti a dare il proprio contributo parlando della propria carriera e delle esperienze personali.

Il primo incontro, dal titolo “Da Parma all’Italia, il grande occhio della tv di Stato“, ha visto protagonista Luca Ponzi, giornalista della Rai. Una persona molto umile, aperta e sorridente ha raccontato la sua esperienza personale riguardo il passaggio da giornalista locale a nazionale. Tra il ’92 e il 2003 ha lavorato contemporaneamente con La Stampa di Torino e la Gazzetta di Parma.

 Come racchiudere in un minuto e dieci secondi tutte le informazioni raccolte su un determinato argomento? Partendo dal presupposto che tutte le notizie sono interessanti, Ponzi dichiara infatti che: ” Non c’è nessuna notizia poco interessante, tutte devono essere raccontate nel modo giusto“. Spetta al giornalista argomentare, definire nel migliore dei modi possibili una notizia pur avendo pochissimo spazio e pochissimo tempo. Come ci si riesce? Ci vuole esperienza, metodo, furbizia e se sbaglierai una, due, dieci volte, ma alla fine ci si riesce. Bisogna trovare e applicare con intelligenza le parole, “ogni parola non deve essere sprecata”.

E’ più difficile fare il giornalista locale, o quello nazionale? Fare il giornalista non è di per sé un mestiere facile, sotto tanti, troppi, forse tutti i punti di vista. Bisogna adeguare il nostro stile linguistico alle varie vicende, trattare gli argomenti con la dovuta sensibilità, indagare, verificare, dire sempre la verità. Soprattutto se si lavora nel locale. “L’approccio del cronista di provincia è il migliore perché racconta le stesse cose alle stesse persone”. mentre il giornalista della testata nazionale non è proprio a contatto diretto col suo lettore, quello di provincia ha ogni giorno lo stesso pubblico e ogni giorno deve trovare quel qualcosa in più che possa catturare l’attenzione. A tal proposito ci sono “2 qualità” da non sottovalutare: la ricerca dei dettagli, fondamentali per dare un contributo di verità e la coltivazione delle fonti, per essere sempre a contatto con la realtà. Ponzi afferma: “ A livello locale bisogna trovare un dettaglio interessante, la non-notizia diventa più importante della notizia stessa“.

Il secondo incontro dal titolo: “Sport e cucina, quando la passione diventa professione” presentato da Sandro Piovani, giornalista sportivo e responsabile delle pagine di Gusto de “La gazzetta di Parma“. Racconta la propria esperienza e come è riuscito a fare delle sue passioni, la cucina e lo sport, il proprio mestiere. Chi non lo invidierebbe?

Ultimo incontro della giornata: “Il tesserino, finalmente. Dentro l’ordine dei giornalisti” con Luca Molinari, segretario e consigliere dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna. Ci si presenta tutti gli aspetti del percorso burocratico per avere il tesserino di pubblicista e quello di giornalista. Un incontro che ha messo davanti agli occhi del pubblico, più o meno tutti ragazzi del corso di giornalismo e cultura editoriale, tutti i lati oscuri della burocrazia, tra iter e costi in modo molto dettagliato, così dettagliato da far cadere nel silenzio tutti i ragazzi che ancora una volta si sono accorti di quanto questa strada sia piena di ostacoli.

Su quanto sia difficile la strada del mestiere, quanti problemi, difficoltà porta questa strada oramai ne siamo tutti al corrente. Il problema resta sempre lo stesso: sarà mai possibile risolverli?

La giornata si è conclusa con un bagaglio di informazioni, vecchie e nuove che risultano comunque utili a ricordare e ad aprire gli occhi sul mondo in cui viviamo e cosa si sta scegliendo per il futuro prossimo.

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