Sud Africa, una persona su otto è sieropositiva

Pubblicato il 6 aprile 2014

aidsNumeri terrificanti. Circa 6,4 milioni di sud africani, ovvero il 12,2% della popolazione del paese, nel 2012 risultava essere sieropositiva, rispetto ai 5,2 milioni del 2008 (10,2%).

La crescita è dovuta a nuove infezioni, oltre 400 mila solo nel 2012, e alla distribuzione di antiretrovirali (ARV) che prolungano la durata di vita nei malati, spiega il Consiglio di ricerca delle scienze umane (HSRC) sud-africano. Inoltre l’utilizzo del preservativo è diminuito e i sud africani tendono ad avere sempre più partner sessuali, secondo i dati raccolti dall’HSCR.

Nell’anno 2012 l’infezione era presente nel 18,8% delle persone tra i 15-49 anni, le donne risultavano essere quelle maggiormente colpite (23,2 %) rispetto agli uomini (14,5 %). Il culmine si raggiungeva nelle donne tra i 30 e i 34 anni dove quelle sieropositive erano il 36% della popolazione.

Anche le razze si differenziano davanti all’Aids, nella popolazione di colore (80% dei residenti in Africa del sud) il 15 % nel 2012 era malato, rispetto al 3,1% dei meticci (9 % della popolazione), e meno dell’ 1% degli indiani (2 % della popolazione totale) e dei bianchi (che rappresentano il 9 % dei cittadini sud africani).

Dopo essersi a lungo rifiutato di fornire dei farmaci per combattere l’Aids, il governo sud africano ha deciso di mettere in campo il più ampio progetto mondiale di distribuzione dell’ARV, che oggi coinvolge 2,4 milioni di persone. Un programma per la prevenzione del passaggio dell’Aids da mamma a bambino ha inoltre permesso di far calare leggermente il numero di infezioni nei neonati (di meno di 1 anno) passando dal 2 % nel 2008 all’1,3 % nel 2012.

 

0
PER APPROFONDIRE Tags , , ,