Svuotacarceri: coltivare marijuana non sarà più reato

Pubblicato il 2 aprile 2014

balconemariaColtivare marijuana in casa propria da stamane in Italia non sarà più reato: salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, tra poche ore sarà emanato il cosiddetto “decreto svuota carceri”, la riforma pensata già ad inizio legislatura per scavalcare l’incubo tutto italiano del sovraffollamento carcerario tramite la messa in prova di sanzioni alternative all’incarcerazione per chi va a processo per la prima volta per reati di lieve entità. Ripristinata la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti introdotta dall’ormai obsoleta Fini-Giovanardi, il governo pensa ad alleggerire le carceri italiane inaugurando vie alternative alla detenzione per gli incensurati accusati di reati punibili fino a 4 anni, che potranno scegliere di svolgere lavori socialmente utili e percorsi riabilitativi al termine dei quali il reato sarà estinto e non vi sarà processo, con notevoli tagli alle spese.

downloadGioisce il popolo degli antiproibizionisti che, da oggi, potrà coltivare piantine di marijuana sul proprio balcone senza incorrere in sanzioni: ancora da chiarire la quantità di piante che saranno considerate “uso personale”, ma in ogni caso non si rischierà di andare a processo né dietro le sbarre, al massimo la condanna al pagamento di una piccola multa a meno che, ovviamente, non si possegga una vera e propria serra che, farebbe presupporre fini di spaccio.

Questo infatti rimane un  reato, seppur giudicato con minore severità: per gli accusati di piccolo spaccio, infatti, cade il “bilanciamento delle circostanze” che prevedeva aggravanti, come la recidività, che in alcuni casi potevano condurre a pene anche molto severe in circostanze in cui non era nemmeno definito con chiarezza il confine tra l’uso personale e lo spaccio stesso; e cade, anche, il divieto di non affidare ai servizi sociali il tossicodipendente che vi sia già stato affidato più di due volte.

imagesPene meno severe anche per i minori tossicodipendenti e accusati di piccolo spaccio, a cui si possono applicare le misure cautelari con invio in comunità. La più grande novità riguarda però i domiciliari, che diventano una misura di carattere permanente per pene non superiori ai 18 mesi, tranne per reati gravi e per soggetti a rischio fuga. “Un indubbio passo avanti in termini di civiltà giuridica – ha dichiarato in proposito Enrico Costa, vice ministro della Giustizia - Con questo e altri provvedimenti passiamo da un sistema troppo ingessato, e incentrato sulla detenzione in carcere, a uno più flessibile. La messa in prova ci aiuterà nel deflazionare i tribunali e ad alleviare il sovraffollamento delle carceri. Ovviamente ci aiuterà anche con l’Europa che ci tiene sotto osservazione”. La depenalizzazione del reato di coltivazione della marijuana, infatti, è in linea con una tendenza comune a tutta l’Unione e rende questo paese un passo più vicini alla civiltà.

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  • Maurizio Paradiso

    Ma magari mo se so svejati