La Mehari di Siani termina il suo viaggio, per ora

Pubblicato il 6 dicembre 2013

foto 5Si è concluso ieri sera il viaggio della Mehari a Bruxelles, dove è stata ospitata per tre giorni nella piazza antistante la sede del Parlamento Europeo. Dopo l’appuntamento di presentazione del 4 dicembre, che ha visto la partecipazione del Presidente del Parlamento Europeo Martin Schluz, dell’Ambasciatore italiano in Belgio Alfredo Bastianelli e del Deputato Europeo Andrea Cozzolino, ieri è stata la volta di un interessante dibattito svoltosi presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Prima di smontare le tende da piazza Esplanade Solidarnosc 1980 a fare omaggio alla memoria del giornalista è stata l’europarlamentare Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino. Il giorno precedente, proprio mentre il Presidente del Parlamento Europeo Schultz saliva a bordo della Mehari, proprio Rita Borsellino insieme con Maria Falcone inauguravano una sala ed una mostra dedicate ai due magistrati. Due momenti importanti che portano l’impegno antimafia anche nel cuore della politaca europea.

Ieri sera, quindi, si è concluso il viaggio in memoria di Giancarlo Siani con un dibattito dal titolo “Facciamo un pacco alla camorra” coordinato dalla giornalista Maria Latella che salutando tutti gli intervenuti ha così voluto salutare il giovane giornalista napoletano: “Quando Giancarlo Siani fu ucciso io avevo la sua età. Facevo la cronista giudiziaria. Mi sento colpevole perché io relegai quell’episodio come un fatto di cronaca. In realtà poi abbiamo capito che quell’episodio, come tanti altri, sono stati l’inizio della rovina dell’Italia. Un paese che lascia ammazzare i suoi giornalisti è un paese che non ha speranza”.

Al dibattito sono intervenuti, in ordine sparso, Paolo Siani, Geppino Fiorenza, il deputato Nicola Rinaldi, la direttrice dell’Istituto che ha ospitato l’iniziativa Federica Bindi, Alfredo Avella, Oliviero Alotto Presidente di Terra di Fuoco, Peppe Pagano della Nuova Cucina Organizzata, Monica Frassoni Co-Presindete del Partito Verde Europeo e il giornalista Matteo Finco, in rappresentanza di Ossigeno per l’Informazione.

Paolo Siani è così intervenuto ricordando suo fratello Giancarlo: “Quell’auto è proprio quella che Giancarlo comprò a Bologna e da dove ritornò con appena i soldi per la benzina. Quest’anno abbiamo scelto di farle fare il percorso che lui non ha potuto più fare da casa nostra alla sede de Il Mattino. Abbiamo scelto di farla ripartire con alla guida i più importanti personaggi dell’antimafia come per esempio Saviano. Quella macchina raccoglie il dolore ma anche la voglia di rivincita e così abbiamo portato la nostra voglia di rivincita al Parlamento Italiano e poi siamo arrivati qui nel cuore dell’Europa perché la lotta alla mafia deve coinvolgere tutta l’Europa”.

Geppino Fiorenza, referente di Libera Campania e da sempre impegnato a portare le storie di legalità all’interno delle scuole, ha sottolineato che “Giancarlo raccoglieva notizie, da vero giornalista. Quelle notizie che pochi altri raccoglievano. Eravamo in pochi in quegli anni ad andare nelle scuole e i presidi di allora non volevano che si parlasse dei temi della mafia e della camorra, come quelli che erano trattati da Giancarlo. Ma per fortuna nel contrasto alla mafie, anche nelle scuole, si sono fatti tanti passi in avanti”.

Il deputato Nicola Rinaldi, invece, ha insistito come anche l’Europa, come altre regioni italiane, siano toccate nel profondo dal problema della mafia e che nessuno dei territori europei può sentirsi al riparo, aggiungendo poi una considerazione sulla memoria: “C’è difficoltà in Europa ad avere strumenti idonei di memoria collettiva. La memoria di Siani non è solo un fatto culturale. In Europa i modelli circolano con difficoltà. Da questo punto di vista la Mehari di Siani è l’antitesi di un auto blindata e può servire a far recuperare la memoria e quindi farla viaggiare è fondamentale. Il problema della memoria è legato anche alla questione legislativa. In Parlamento si fa molta fatica su questo tema. Riuscire ad istituire la commissione temporanea Crime è stato davvero complicato”.

La mafia è un problema globale – ha insistito Federica BindiCredo che le scuole debbano insegnare la cultura con la C maiuscola dando molto spazio ai temi sociali, ma non è facile. Siani non lo conoscevo, ma per me è ormai un’ispirazione quotidiana”. Anche Monica Frassoni ha insistito come oramai il problema della mafia sia non solo europeo ma internazionale, sottolineando come molti in Europa non riescano però a fare proprie determinate tematiche legate ai temi dell’anti mafia.

Alfredo Avella ha ripreso, invece, il discorso iniziato ieri durante l’incontro con il Presidente Schulz, “Quest’auto sarà un monumento. Ho fatto una promessa. Dobbiamo cercare di non spegnere questo motore, dobbiamo procedere su questa strada. Quando è iniziato il viaggio non avrei mai pensato di poter portare la voce delle vittime in questi posti. Per la prima volta ho avuto un senso di sofferenza quando ho sentito il nome della Campania e del sud associato a questi delinquenti. A Napoli oggi troviamo la stele della memoria e dopo duecento metri c’è il panorama. Poi il palazzo della Regione. Poi la Bottega dei Saperi e dei Sapori di Libera. Poi la sede della Fondazione Polis. Napoli esiste una vera anti mafia sociale”.

Matteo Finco ha voluto ricordare il grave episodio avvenuto solo pochi giorni fa quando la giornalista Marilena Natale e il suo cameraman sono stati aggrediti e schiaffeggiati durante le riprese di un servizio a Casal Di Principe, ricordando come i giornalisti svolgano una funzione pubblica e sociale.

Io ho paura di un’Europa che non parla di diritti – sono le parole di Peppe Pagano  che ha insistito anche sulla grande manifestazione del fiume in piena del 16 novembre a Napoli – 160.000 persone hanno sfilato per chiedere di vivere, perché qualcuno è venuto a dirci che morivamo perché fumavamo troppo. Negli anni ’80 a Casale di Principe si facevano già denunce sugli sversamenti, ma niente è stato fatto. Il 5% dei terreni inquinanti sta distruggendo il 95% del territorio non inquinato”.

La giornata si è conclusa con una cena a base dei prodotti dei terreni confiscati alla camorra e con la proiezione del film di Marco Risi, Fortapàsc.

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