La Mehari di Siani esposta presso il Parlamento Europeo

Pubblicato il 5 dicembre 2013

foto 3La Mehari di Giancarlo Siani è in esposizione dal 3 dicembre presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. Dopo il tour cittadino a Napoli e dopo le giornate a Roma, quando è stata esposta prima alla Camera dei Deputati e poi presso il Senato della Repubblica, il veicolo appartenuto al giovane cronista ucciso dalla camorra ventotto anni fa, arriva nel cuore politico dell’Europa. Dal 3 al 5 dicembre sarà infatti esposta, insieme alla mostra curata dall’architetto Antonella Palmieri, nella piazza antistante il Parlamento Europeo, l’Esplanade Solidarnosc 1980 .

Ieri i primi appuntamenti istituzionali per la delegazione che ha accompagnato la Mehari durante le varie tappe del progetto “In viaggio con la Mehari”, un progetto di sensibilizzazione sui temi delle vittime innocenti della criminalità e della libertà di stampa. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è stato presentato il progetto al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, all’Ambasciatore italiano in Belgio Alfredo Bastianelli e al deputato Europeo Andrea Cozzolino, grazie al quale è stato possibile realizzare la tappa europea.

Il Presidente del Parlamento Europeo ha voluto così salutare i presenti e la Mehari di Giancarlo: “Grazie per la vostra visita e grazie per il vostro viaggio. Questa macchina crea un legame forte tra Napoli e Bruxelles. Per me è molto importante che siate qui. Io sono un padre di un figlio di 27 anni e sento la grandezza di questo giovane che ha perso la vita, un giovane che dobbiamo onorare e ammirare. Ma c’è anche la tristezza per la vita spezzata di un giovane come Giancarlo. Non bisogna dimenticare l’eredità spirituale ed intellettuale che ci ha lasciato. La lotta alla criminalità organizzata è una lotta europea e sono qui per dire che non siete soli. La lotta alla mafia è, infatti, al centro dell’attenzione dell’istituzione europea che rappresento. Io sono uno di voi”.

L’Ambasciatore Bastianelli ha invece voluto fortemente ringraziare tutti coloro che hanno permesso l’evento e ridato vita alla Mehari: “Voglio dare il benvenuto a questa auto e dire un grazie al deputato Cozzolino che ha reso possibile questo evento. Grazie a Finmeccanica, alla Camera di Commercio, alla Fondazione Polis e a tutta la famiglia Siani. Tutti insieme hanno saputo trasformare questa auto da un orrendo crimine ad un momento di riscossa. Eroe non è chi commette un’azione epica. Eroe è chi fa bene il suo lavoro e per questo trova la morte, come Giancarlo. Negli anni 90 c’è stata una riscossa dello Stato che ha saputo ribellarsi e la presenza di questo vettura con il suo brillante verde è il segno che l’Italia può farcela se questa diviene una lotta condivisa”.

Ancora, è intervenuto il Deputato Europeo Cozzolino che ha ricordato i momenti successivi all’uccisione di Giancarlo: “Sono stato quello che a 22 anni, all’indomani della sua uccisione, insieme ad un pezzo della gioventù napoletana, decidemmo di dare vita ad un movimento di studenti contro la camorra. Decidemmo di fare una manifestazione a Torre Annunziata. Lì la camorra occupò un pezzo di territorio, il quadrilatero delle carceri. Decidemmo di andare li. La manifestazione riuscì ma non fu facile. Durante la manifestazione molti si nascondevano dietro le serrande. Poi qualcuno cominciò ad aprirle e così raggiungemmo proprio il quadrilatero delle carceri. Fu la prima e importante risposta di quella città.  Quella manifestazione divenne il simbolo di una generazione napoletana. La Mehari mi fatto di riportare qui un pezzo importante di Napoli. Questa macchina deve continuare a camminare per l’Europa e rappresentare una testimonianza di un giovane curioso, intelligente che non pensava di fare l’eroe. La lotta alla criminalità è una battaglia quotidiana su cui impegnare le forze migliori”.

Alfredo Avella ha voluto porre una domanda importante ai rappresentati delle Istituzioni europee presenti: “Quando il 23 settembre ho caricato tutte le vittime della criminalità su questa macchina insieme a loro ho caricato le loro istanze, le loro denuncie. Occorre rispondere ad una domanda. Gli Stati si prendono carico di chi resta, dei familiari delle vittime? Voglio essere ottimista ma non sempre è così. L’Europa ha promosso la direttiva dei reati intenzionali violenti. Chiedo all’Unione Europa di certificare se gli Stati membri adottano in toto tale direttiva. Se vogliono fare vera giustizia devono occuparsi di chi resta”.

All’incontro hanno inoltre preso parte Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e fratello di Giancarlo, Alfredo Avella Presidente del Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Franco La Torre presidente di Flare – Freedom Legality and Rights in Europe, l’esperto trasversale in Sicurezza e Legalità della Regione Campania Maurizio Scoppa, il referente di Libera Campania Geppino Fiorenza. Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Rosi Bindi.

La tappa di Bruxelles continuerà oggi presso l’Istituto Italiano di Cultura dove si svolgerà un dibattito dal titolo “Facciamo un pacco alla camorra”, durante il quale verranno presentati i progetti dei “pacchi alla camorra” e i cesti di “Natale di Libera”, realizzati con i prodotti provenienti dai terreni confiscati alla camorra. Seguirà la proiezione del film sulla storia di Giancarlo Siani “Fortapàsc”.

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