Ultimo giorno della tappa romana per la Mehari di Siani

Pubblicato il 30 novembre 2013

2Si è conclusa oggi la tappa romana del progetto “In Viaggio con la Mehari” iniziata lo scorso 26 novembre e come di consueto continuiamo a seguire con estremo interesse l’iniziativa promossa dalla Fondazione Polis, dall’Associazione Libera, da Ossigeno per l’informazione e dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Il progetto, partito da Napoli il 23 settembre scorso quando la Mehari di Giancarlo Siani è ripartita simbolicamente guidata da Roberto Saviano, Don Luigi Ciotti, Armando D’Alterio, Giovanni Minoli, Alfredo Avella e Daniela Limoncelli, ha voluto fare di quella piccola automobile verde un simbolo di impegno per la legalità, per la lotta alle mafie, per i diritti delle vittime innocenti della criminalità e per la libertà di stampa e l’ha fatto costruendo un tour, un viaggio prima all’interno della città di Napoli e successivamente organizzando due importante tappe, prima a Roma e poi a Bruxelles.

Questo simbolo di legalità, che porta con sé oltre alla storia di Giancarlo anche quelle di tutte le vittime innocenti della criminalità e quelle dei giornalisti uccisi dalla mafie e dal terrorismo, è stata ospitata a Roma dal 26 novembre fino ad oggi, prima presso la Camera dei Deputati e successivamente al Senato della Repubblica, dove è stata accolta dal Presidente della Camera Laura Boldrini, da Pietro Grasso, Presidente del Senato e da tanti studenti delle scuole romane che in questi giorni hanno avuto modo di conoscere l’impegno e la passione di Giancarlo.

Nella mattinata odierna, come ultimo appuntamento romano, è stata esposta presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, situato in viale Romania. Ad accoglierla il Comandante dell’Arma Leonardo Gallitelli, il quale ha salutato la delegazione dei familiari delle vittime innocenti e di tutti coloro che hanno contribuito al progetto “In viaggio con la Mehari” presso il Salone di Rappresentanza del Comando. Proprio il Comandante Gallitelli ha aperto l’incontro con un intervento breve ma sentito, dove ha insistito molto sull’impegno che quotidianamente l’Arma dei Carabinieri  porta avanti contro le mafie, un impegno che però troppo spesso si eleva a supremo sacrificio. “E’ un vero privilegio – ha dichiarato il Comandato – aver potuto ospitare qui al Comando Generale la Mehari di un giovani cronista ucciso dalla camorra perché rappresenta un simbolo di testimonianza viva per quanti come noi sono impegnati nella difesa dei diritti di libertà dei cittadini. Diritti che sono sanciti sia nella nostra Carta Costituzionale, ma anche nella vita quotidiana di tutti i giorni”.

Ad ascoltare le parole del Comandante, gran parte della delegazione che in questi giorni ha partecipato alle iniziative e agli incontri istituzionali organizzati dai promotori di “In Viaggio con la Mehari”, momenti nei quali si è avuto modo di discutere e far conoscere alle massime istituzioni italiane la difficile realtà di tutti quei familiari a cui è stata strappata una vita per mano criminale. Erano quindi presenti, Paolo Siani, Presidente della Fondazione Polis e fratello di Giancarlo, Alfredo Avella presidente del Coordinamento Campano  dei Familiari delle vittime innocenti, Alberto Spampinato in rappresentanza di Ossigeno per l’Informazione, Don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza per Libera Campania ed Enrico Tedesco e Paolo Miggiano della Fondazione Polis della Regione Campania. Con loro, alcuni familiari delle vittime come Bruno Vallefuoco (padre di Alberto Vallefuoco ucciso per uno scambio di persona nel luglio del 1980 a Pomigliano D’arco), Lorenzo Clemente (marito di Silvia Ruotolo ucciso l’11 giugno del ’97 durante un conflitto a fuoco al Vomero), Giuseppe Romano (papà di Lino Romano ucciso il 15 ottobre del 2012 mentre usciva dal portone di casa della sua fidanzata a Marianella, un quartiere napoletano), Giacomo Lamberti (cognato di Ciro Rossetti ucciso nell’ottobre del 1980), Gennaro Nuvoletta (fratello di Salvatore Nuvoletta, giovane carabiniere ucciso il 2 luglio del 1980), ancora la vedova del giornalista Roberto Morrione e Giuseppe Mennella.

Oltre il Comandante Gallitelli, sono intervenuti Paolo Siani, Alberto Spampinato, Geppino Fiorenze ed Alfredo Avella. Tutti gli interventi hanno ribadito la fiducia verso l’Istituzione dell’Arma dei Carabinieri, in particolare Paolo Siani ha voluto ricordare il forte legame che esisteva tra suo fratello e il capitano del comando dei carabinieri di Torre Annunziata, paese della provincia napoletana in cui Giancarlo lavorava come cronista prima di passare alla sede centrale de Il Mattino di Napoli. “Una tappa molto importante – ha commentato Siani – e piana di significato quella di oggi perché era molto forte il legame tra mio fratello e l’Arma dei Carabinieri ed in particolare con l’allora capitano del comando dei carabinieri di Torre Annunziata Sensales. Ricordo che tra mio fratello ed il capitano Sensales c’era una grande stima e fiducia reciproca e spesso si trovavano a lavorare fianco a fianco”.

Alfredo Avella, il cui figlio Paolino fu ucciso a San Sebastiano al Vesuvio durante una rapina il 5 aprile del 2003, ha invece voluto sottolineare la professionalità che l’Arma ha mostrato in occasione delle indagini per individuare gli assassini del figlio, ricordando anche la grande sensibilità riservata alla sua famiglia in quella triste occasione.

Al termine dell’incontro, la mostra itinerante  del progetto insieme con la stessa Mehari sono partiti per la volta di Bruxelles, dove verranno ospitate dal 3 al 5 dicembre presso la sede del Parlamento Europeo.

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