Il Presidente Pietro Grasso partecipa al viaggio della Mehari di Siani

Pubblicato il 28 novembre 2013

foto 5Terzo giorno romano del progetto “In viaggio con la Mehari”. Dopo due giorni in esposizione a Piazza Montecitorio, l’auto appartenuta a Giancarlo Siani, la stessa a bordo della quale venne ucciso dai killer della camorra nel settembre del 1985, è stata spostata presso il Senato della Repubblica, dove rimarrà sino a domani prima di intraprendere il viaggio fuori i confini nazionali per giungere presso il Parlamento Europeo a Bruxelles dal 3 al 5 dicembre.
Il progetto grazie al quale è nato questo nuovo tour, dopo le varie tappe napoletane,  è stato promosso da una serie di soggetti istituzionali e sociali che hanno il principale scopo di riproporre all’attenzione nazionale alcuni importanti temi come la libertà di stampa, la lotta alla mafia ed il rispetto dei diritti per i familiari delle vittime innocenti e dei giornalisti uccisi. Tra i promotori troviamo, infatti, la Fondazione Polis, l’Associazione Libera, Ossigeno per l’informazione e il Coordinamento Campano delle vittime innocenti della criminalità che hanno trovato il sostegno del Comune di Napoli e della Regione Campania.

Dopo la visita della Presidente della Camera Laura Boldrini, durante la quale la stessa Boldrini è salita per un alcuni istanti sulla Mehari per “ritrovare energia e coraggio” prima di accogliere la delegazione dei familiari delle vittime innocenti della camorra e i familiari dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo presso la biblioteca del suo ufficio alla Camera dei Deputati, oggi è stata la volta del Presidente del Senato Pietro Grasso che ha accolto l’auto di Giancarlo Siani presso Palazzo Madama. Il Presidente Grasso, da sempre vicino a queste tematiche dato anche il ex ruolo di Procuratore Nazionale Antimafia, era accompagnato dal Presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini, dalla senatrice del PD Rosaria Capacchione, dall’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, dall’esperto in Sicurezza e Legalità della Regione Campania Maurizio Scoppa ed infine dal Presidente onorario della Federazione delle associazioni anti racket Tano Grasso. Presenti, ancora una volta, tanti familiari delle vittime innocenti della criminalità e dei giornalisti uccisi accompagnati e sostenuti dal Presidente della Fondazione Polis Paolo Siani, dal direttore di “Ossigeno per l’Informazione” Alberto Spampinato, dal direttore nazionale di Libera Enrico Fontana, dal referente di Libera Campania Geppino Fiorenza e da Alfredo Avella Presidente del Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti della Criminalità.

Prima dell’incontro istituzionale tenutosi presso la Sala Nassirya del Senato, il Presidente Grasso si è soffermato sul rapporto mafia giornalismo dichiarando che “ La mafia teme attacchi sul versante della comunicazione e dell’impegno sociale al pari di quelli più prettamente repressivi e i tanti omicidi commessi lo testimoniano. In Italia ci sono tante regioni in cui i giornalisti rischiano la vita combattendo con passione una quotidiana battaglia contro la pretesa del silenzio che diventa violenza, intimidazioni fino ad arrivare alle minacce di morte: contro tutto questo diciamo un forte no”.

Successivamente è intervenuto Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che ha insistito molto sull’importanza del progetto “In viaggio con la Mehari” e sulla responsabilità e sull’impegno della politica rispetto ai temi affrontati in questi giorni. “ Per noi è un onore portare la Mehari di Giancarlo qui. In questo viaggio la legalità è al primo posto e tramite questa auto chiediamo un impegno chiaro da parte delle Istituzioni a porre proprio la legalità al primo posto dell’agenda politica nazionale. E’ una richiesta che viene direttamente dai familiari delle vittime presenti oggi qui. Diciamo un netto no alla violenza ed auspichiamo che si faccia il possibile per fermare una mattanza insopportabile”.

Di seguito Alberto Spampinato è intervenuto ponendo l’accento sul ricordo dei giornalisti uccisi durante il loro lavoro. L’ha fatto leggendo un elenco di 26 nomi di giornalisti italiani uccisi, aggiungendo poi che “Questa macchina, oltre a ricordarci Giancarlo Siani, è ormai un monumento mobile ella memoria dei cronisti uccisi e dei tanti che subiscono minacce ed intimidazioni e a bordo di essa ci sono tutte le loro storie”.

Dopo l’incontro in piazza il Presidente del Senato ha invitato una delegazione dei familiari all’interno del Senato, appunto presso la sala Nassirya e qui ha ascoltato le istanze presentategli, dopo aver ricevuto in regalo alcuni libri della Fondazione Polis. Il Presidente Grasso e i presenti hanno, quindi, discusso in particolare della necessità di ridurre i tempi per il conseguimento dello status di vittima innocente della criminalità, attualmente troppo lunghi. Ancora, la discussione è stata poi spostata riguardo ad altri temi cari ai familiari delle vittime come per esempio il collocamento obbligatorio al lavoro negli enti pubblici e privati dei familiari delle vittime e l’annosa questione dell’accertamento dei requisiti soggettivi fino al quarto grado di parentela e affinità che pregiudica spesso l’ottenimento dei benefici previsti a causa di persone di cui spesso la vittima ignora l’esistenza.

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