Anisakis nei bastoncini: “Io risarcito con un buono spesa”

Contattami
Pubblicato il 7 novembre 2013

Anisakis bastoncini findusROMA – Scandalo in rete per una foto che raffigura i bastoncini pieni di parassiti dell’anisakis. Il parassita è frequente nel pesce crudo ma solitamente resiste talvolta alle basse temperature nonostante il trattamento industriale del pesce segua dei protocolli rigidissimi. Una volta ingerito il parassita provoca nausea, vomito e dolori addominali. In realtà i casi più gravi portano alla morte. In Giappone infatti, uno dei paesi che consuma più pesce crudo al mondo, conta migliaia di vittime ogni anno a causa dell’anisakis, chiamato anche “verme del pesce crudo”.

Che le alte temperature non siano sufficienti a distruggere l’anisakis non è un mistero, infatti le temperature devono essere superiori a 60° e prolungate per almeno un minuto. Quindi cuocere il pesce in forni a temperature inferiori a 60° per periodi prolungati credendo che questo insaporisca meglio il pesce senza asciugarlo troppo, oppure usare la più comune piastra da cucina al posto della padella per ridurre i grassi potrebbe non sconfiggere del tutto le larve.

La legge europea infatti impone ai produttori di pesce e i ristoratori di tenere il pesce fresco a una temperatura di -26° per un periodo di almeno 24 h.

Ma oggi l’allarme anisakis è stato lanciato anche da un consumatore nella rete che ha pubblicato una foto in cui annuncia che l’anisakis è emerso persino da un prodotto surgelato comprato nel supermercato Carrefur di Genzano di Roma: i bastoncini di merluzzo.

Noi abbiamo raggiunto il consumatore per verificare la veridicità della notizia che in breve ha fatto il giro della rete e il consumatore ha confermato: “Certo, quella foto l’ho scattata io la seconda volta che ho comprato i bastoncini. Il parassita l’ho trovato due volte. Sono stato contattato dall’azienda che mi ha ripagato con un buono spesa di 10 euro da sfruttare per i prossimi acquisti”

Young: “Ma un danno del genere non si liquida con un buono da 10 euro”.

Consumatore : “Perfettamente vero”.

Dopo aver contattato il signor Paolo, abbiamo doverosamente chiamato ai NAS di Genzano di Roma che hanno invitato il Signor Paolo Z. a mandare un fax al numero 0659947409.

I DANNI – L’80% delle manifestazioni avverse all’anisakis si manifesta con fenomeni neurovegetativi (nausea e vomito e dolori addominali), mentre il restante 20% ha manifestazioni gravissime che richiedono un intervento chirurgico immediato. Questi soggetti vengono praticamente invasi dall’anisakis che comincia a perforare sia l’intestino sia altri tessuti di organi interni. L’anisakis è quindi un parassita mortale. E’ mai possibile liquidarlo con 10 euro? Poichè molti lettori non sono del tutto convinti delle fonti, rimandiamo doverosamente al video di Nadia Toffa su Le Iene e alla sua intervista ad un chirurgo di Pescara in cui si danno i dati sulle complicazioni chirurgiche e quelle mortali. Toffa ha intervistato la ragazza che “stava morendo per l’anisakis” e che diede la sua testimonianza anche a L’Espresso.

I VETERINARI – Affermano che le specie a rischio anisakis sono quelle maggiormente vendute nel settore industriale dell’agroalimentare. Tra queste specie figurano anche i merluzzi, esattamente (la specie usata per i bastoncini). Le altre specie sono la sciabola, suro, tonno, sgombro, pesce spada, sardine, acciughe, triglie, calamari, seppie e nasello quando è di grosse dimensioni.

anisakis bastoncini

Oasis - Wonderwall
Music zone: i migliori successi musicali mondiali selezionati per te
0
PER APPROFONDIRE Tags

Social score

3
Contattami
  • Mariano

    In realtà nel post su facebook “https://www.facebook.com/photo.php?fbid=223603374475972&set=a.109584622544515.18300.100004789325167&type=1&theater” Paolo Z. parla di un suo amico che ha fatto le foto, riportando il suo messaggio così: “in
    allegato le foto dei bastoncini findus contenenti il parassita
    dell’anisakis trovati per ben 2 volte dentro il bastoncino………. le
    confezioni sono state comprate al carrefour di genzano di roma a circa
    10 giorni di distanza una dall’ altra, fai girare al call center findus
    hanno fatto i vaghi ciao massimo”, come mai nell’intervista afferma di averle fatte lui? mah…

    • Alessio

      Perché è una bufala, quasi sicuramente!
      E se anche, nella remota ipotesi, fosse vero, il parassita non regge né alle basse temperature né alle alte! E mi risulta che i bastoncini, di qualsiasi marca, sono prima surgelati e poi comunque si cuociono, sicché….!
      Paradossalmente, se trovi il parassita dell’anisakis nel pesce, ho letto che è un segno di buona qualità!

      • Mike
        • Paolo

          ragazzi, la notizia che una larva (stramorta) possa stare nei bastoncini, è plausibilissima, anzi indica che i bastoncini son fatti davvero con filetto di merluzzo :)
          gran parte del resto delle notizie tecniche, mediche, scientifiche sul parassita sono erronee.
          Le larve muoiono per congelamento e per cottura.
          Nei bastoncini e in pesce cotto, sono morte, pertanto innocue.
          Ascoltate, qualora ne abbiate voglia, la puntata di Geo&Geo in fondo all’articolo che linko, avrete informazioni scientifiche dettagliate da chi studia questo genere di parassiti da almeno 30 anni.
          http://www.ilrestomancia.info/cucina-pensante/abbatta-quelle-alici-comandante/

      • Maria Melania Barone

        Se non regge alle basse temperature, come mai la larva si è visibilmente sviluppata nel pesce anche dopo esser stato abbattuto a livello industriale? E come mai sempre più spesso questo verme del pesce resiste ai trattmenti industriali?

    • Maria Melania Barone

      A me ha detto che il buono spesa lo ha ricevuto lui e che ci è rimasto malissimo quando li ha visti nel piatto, quindi non so chi abbia fatto le foto, non ha mai parlato di un amico (curiosa interpretazione), ma sicuramente è lui il consumatore rimasto a bocca asciutta.

  • Valeria

    Concordo con Alessio. Impossibile che il congelamento (non domestico ma industriale) non abbatta il parassita. Nel remotissimo caso non succedesse, basterebbe una adeguata cottura. Il ritrovamento del cadavere è senz’altro sgradevole ma prima di provocare il panico sarebbe bene rivolgersi alle autorità competenti per capire se è il caso di far partire una denuncia e poi una notizia virale

    • Maria Melania Barone

      Ho chiamato personalmente i NAS perchè la persona implicata in questa storia non nutriva fiducia nelle autorità italiane.

    • Maria Melania Barone

      Sono stati contattati i NAS di Genzano

  • paola

    Prevenzione
    L’anisakiasi può essere prevenuta mediante la cottura e il congelamento del pesce a temperature adeguate per un tempo sufficientemente lungo, mentre non viene scongiurata dalla marinatura, né dalla salatura, né dall’affumicatura
    Esistono evidenze che il consumo di pesce d’allevamento sia meno a rischio rispetto a quello di pesce selvatico.Molti paesi obbligano per legge a congelare preventivamente il pesce destinato al consumo crudo; in Olanda ciò ha virtualmente eliminato la possibilità di sviluppo di anisakiasi umana

    Congelamento

    L’efficacia del congelamento del pesce crudo nel prevenire l’anikasiasi dipende sia dalla temperatura cui è portato il pezzo, sia dalla durata del trattamento. Vari studi, condotti negli anni novanta e duemila indicano che il mantenimento dell’intero stock di pesce in tutte le sue parti] a una temperatura inferiore a -18 °C per almeno 96 ore, sia necessario a determinare la morte delle larve dei nematodi. È tuttavia ritenuto opportuno far seguire al trattamento termico la conservazione del pesce nel medesimo stato di congelamento.

    Tuttavia, tra i congelatori domestici, solo quelli a tre o quattro stelle sono in grado di raggiungere tale temperatura, mentre quelli a una o due stelle raggiungono rispettivamente una temperatura non sufficiente di -6 e -12 °C

    Cottura

    Anche nei trattamenti ad alta temperatura, l’efficacia nella prevenzione dell’insorgenza dell’anikasiasi dipende dalla durata e dalla temperatura. In particolare, l’EFSA suggerisce che si deve portare la parte più interna del pesce ad una temperatura superiore a 60 °C per almeno un minuto. Tuttavia, come è facile intuire, per ottenere questo risultato è necessario cuocere il pesce per una durata più lunga e ad una temperatura maggiore. Per un filetto di 3 cm è necessaria una cottura di almeno dieci minuti per raggiungere tale scopo

    Normative vigenti

    L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda che l’eviscerazione, la cottura, il congelamento ad almeno -23 °C per una settimana, avvengano il più presto possibile.

    Nei paesi dell’Unione Europea la normativa CE 853/2004 approvata dal parlamento europeo raccomanda il congelamento dei prodotti ittici a -20 °C per almeno 24 ore e prevede l’ispezione a campione dei prodotti ittici, l’eventuale identificazione del parassita e la conseguente rimozione dal mercato dei prodotti pesantemente contaminati. Inoltre, tale normativa prescrive per i ristoratori l’obbligo di munirsi di abbattitori di temperatura in relazione ai quantitativi di prodotto che si intendono trattare.

    Negli Stati Uniti la FDA raccomanda il congelamento ad almeno -35 °C per quindici ore o ad almeno -20 °C per una settimana, mentre CDC raccomanda la cottura dei prodotti ittici ad almeno 63 °C o il congelamento ad almeno -20 °C per una settimana, oppure ad almeno -35 °C fino alla solidificazione con immagazzinamento a -35 °C per 15 ore o a -20 °C per 24 ore.

  • paolo

    scusate, ma quali sono le fonti usate per scrivere questo articolo?
    fate terrorismo, è tutto assolutamente erroneo.

    “il restante 20% ha manifestazioni gravissime che richiedono un intervento chirurgico immediato”—>non è vero.
    solitamente resiste anche alle alte temperature—>non è vero.

    In realtà i casi più gravi portano alla morte—>non è vero.
    conta migliaia di vittime ogni anno a causa dell’anisakis—>non è vero

    • Maria Melania Barone

      Le fonti? Perchè un consumatore come lei non è una fonte? Mah

      • paolo

        ahahahhaa,
        ora sono comparse delle fonti nell’articolo :)

        ma nulla di scientifico, solo richiami ad altri articoli.

        Io non ho dubbi sulla fonte consumatore, ma avevo (ed ho ancora) dubbi sulle panzane scientifiche che sono qui scritte.

    • Maria Melania Barone

      Che il 20% dei casi da complicazioni di tipo chirurgico è vero e che alcuni di questi casi portino alla morte è altrettanto vero. Lo ha detto il gastroenterologo dell’ospedale di Pescara intervistato da Nadia Toffa de Le Iene in una puntata sull’anisakis che contemplava anche il pesce cotto e stracotto in mille modi nei ristoranti specializzati.

    • Isamar
    • Isamar
    • Isamar

      Per quanto riguarda le vittime ogni anno, NON solo in Giappone….
      In Italia è solo grazie al controllo dei NAS..

      1) Nell’articolo:” http://www.approdonews.it/index.php/mondo/113-lo-sportello-dei-diritti/34295-sicurezza-alimentare-per-rischio-anisakis.html
      . Questa patologia può colpire chi consuma prodotti ittici crudi o poco cotti, contaminati da larve di Anisakis,. L’anisakidosi, o malattia del “verme delle aringhe”, è un disturbo causato dall’anisakis, ossia nematodi (vermi) parassiti che si annidano ne…lle pareti dello stomaco un parassita sempre più diffuso nel Mediterraneo. Il modo migliore per prevenirlo è cercare di non mangiare pesce crudo o poco cotto. L’anisakidosi è diffusa soprattutto nelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, ad esempio in Giappone, tuttavia, da quando mangiare il sushi è diventato una moda, sono stati riferiti casi negli Stati Uniti, in Europa, nel Sud-America e in altre zone. Chiunque mangi pesce o calamari crudi o poco cotti è in realtà a rischio rammenta Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Le preparazioni culinarie a base di pesce crudo non sono solo le ricette “etniche” come il sushi, ma anche quelle italiane tradizionali diffuse in tutte le regioni.
      2)..Nell’articolo:”http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/pesce/pesce_crudo.htm ]
      ” I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
      Se pensate che il rischio anisakis sia molto basso e gli allarmismi siano eccessivi, sappiate che ogni settimana vengono ritirate dal mercato partite di pesce infestato dal parassita, e stiamo parlando di pesce fresco italiano e di provenienza estera.

  • alfredo

    Sigora Baronne farebbe molta piu figura se piuttosto di scrivere baggianate si dasse all’ippica (anche se credo che sia anche quella cosa molto difficile per lei!!!)

  • alfredo

    spero che stava solo scherzando!!!

  • Corrado

    Bufala vecchia, vecchissima

  • Riri

    Io non capisco come non l’abbiano ancora querelata per questo ingiustificato allarmismo che ha provocato. Si tratta di un comunissimo parassita che naturalmente si trova nei pesci che consumiamo. È consigliato infatti abbattere a bassa temperatura i pesci o i crostacei che intendiamo mangiare crudi. Questi bastoncini invece sono stati abbattuti in modo industriale e sicuramente a temperatura molto bassa, quindi i parassiti è impossibile che siano ancora pericolosi per la sua salute. Oltretutto a giudicare dalle macchie di olio nel piatto sembrerebbe che questi bastoncini siano stati fritti…pensi che basterebbe una cottura di un minuto a 60 gradi per ammazzare il parassita. Si fidi…l’unica cosa pericolosa in quel piatto è l’olio di frittura.

    • user81

      Quindi secondo te quei vermi erano morti nella cottura o nella prima refrigerazione? Beh comunque fa schifo anche mangiarli morti. Non ci devono essere nei cibi in vendita !!

  • Armida

    L’intervista più lunga ed esauriente della storia, oh! “Perfettamente vero”. Ma l’ha intervistato tramite SMS?

  • Marco
  • Christian Plotegher

    Scuasate ehhhhhh …… Ma io con 10 euro mi ci lavo il c…… Ma possibile che ti risarciscono con 10 euro , invece che mandare fuori un controllo e ritirare tutti sti cazz di bastoncini ??? Io che vivo a Santo Domingo , adesso sti bastoncini , Carrefour per non rimetterci , li spediranno qua a Carrefour di Santo Domingo , perche e’ gia capitato che mandano la merda qua in questo paese pur di venderla !!!!! Carrefour sono sporchi anche qua ….

  • sebastiano

    buonasera leggo questo articolo perchè proprio oggi 09/01-2014 ho contattato il numero verde findus , perchè ho trovato un analogo parassita sui bastoncini findus.ho ancora i bastoncini a casa , la findus afferma che non ci dobbiamo allarmare e che effettuerà il ritiro del mio prodotto.
    sebastiano 3332625159

  • Vick

    Anisakis in prodotti surgelati: assolutamente innocua. Spiacevole ma innocua! Sarebbe meglio documentarsi invece di scrivere baggianate. Per onore della verità la
    Norma europea stabilisce il trattamento di bonifica con 24h a -20 gradi. Ma non è che sparisce soltanto muore e diventa innocua.

  • Ombra

    Quante stronzate..in Giappone sono 10 anni che questo problema nn esiste in quanto sono dei maestri nella prevenzione…in Italia puoi morire….