L’ennesima bufala nata su Facebook: teste mozzate di cane importate dai cinesi

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Pubblicato il 29 ottobre 2013

Teste di caniSecondo l’ennesima bufala diffusa a mezzo Facebook, fantomatici cinesi di Prato avrebbero ricevuto un’autorizzazione alquanto particolare, ovvero potrebbero importare prelibate teste di cane surgelate da poter cucinare e gustare in libertà, tra le mura domestiche. Naturalmente, non è ver nulla. Nessuna autorizzazione concessa, nessun cinese residente a Prato pronto a bollire le teste del miglior amico dell’uomo. La foto che è stata fatta circolare, come accade quasi sempre, è anche abbastanza datata (risale a sei mesi fa e la trovate qui). Qualcuno sostiene sia da ricondurre ad un supermercato nigeriano, qualcun’altro è sicuro si tratti invece di una foto scattata a Seoul, nella Corea del Sud. In ogni caso, nulla a che vedere con l’improbabile autorizzazione concessa.

Ma come mai tanto successo per simili, evidenti idizione? La risposta è semplice quanto deprimente: nell’era 2.0, il social diventa fonte attendibile con poco o nulla: basta una foto decontestualizzata, due righe di commento (a volte anche meno) e subito la condivisione nevrastenica ed acritica inizia. L’importante è lanciare un tema emotivamente coinvolgente, in questo caso il facile razzismo contro i cinesi e le loro  “inusuali” abitudini culinarie. Ora, a parte che come i meno ignoranti sanno il cibo è questione culturale (c’è chi si nutre di cavallette, formiche, ragni, larve e serpenti e chi reputa ripugnante un salsiccia di cavallo), è sicuramente sconfortante notare la contraddizione odiosa tra la pretesa di un’informazione attendibile, sobria, seria e professionale ed il proliferare sempre maggiore di una subcultura che fa della lobotomia dell’utente sociale medio il proprio devastante mezzo di disinformazione virale.

Qualche mese fa, non a caso, in un altro editoriale facevamo notare come tre delle “notizie” MOF (made on Facebook e cioè diffuse e viralizzate sul social in blu) più lette della settimana, riguardassero tre bufale clamorose ed anche facili da intuire. L’indignazione tramite like e sharing, è diventata un vera e propria piaga del nostro tempo ed è sempre più difficile, purtroppo, riuscire a diffondere informazione di qualità che non sia “urlata” o sensazionalistica i catastrofista o complottara. Questo perché, la nuova pornografia emotiva con la quale veniamo bombardati ogni giorno, ci porta a spegnere le luci della razionalità e dell’analisi critica per lasciare reazioni ed azioni alla nostra “pancia” e, di conseguenza, alla parte meno lucida di noi. In questo modo, qualunquismo, razzismo, xenofobia, nazionalismo esasperato e via discorrendo divengono i “sentimenti” di maggior successo e, ad essere premiati con click, mi piace e condivisioni, sono i contenuti peggiori. Eppure basterebbe seguire una regola sul serio molto semplice per evitare la diffusione (spesso anche dannosa) di certa becera e goffa disinformazione: la verifica immediata della news letta sul social di turno attraverso una rapidissima ricerca su google. Mai come oggi  è semplice e veloce scoprire determinate bufale e, paradossalmente, mai come oggi siamo circondati da false notizie. Poi però non lamentiamoci se il livello generale dell’informazione in questo paese è medio-basso; significa semplicemente che tale livello segue quello di un numero troppo alto di lettori, poco propensi ad “evolversi” in individui pensanti e non solo senzienti.

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  • feynman

    andare a verificare le notizie richiede un senso critico e un minimo di conoscenze che evidentemente l’utente medio di Facebook non ha. E’ paradossale come la Rete amplifichi l’ignoranza di queste persone.

  • Giuseppe Martorana

    Che ci debba essere un controllo dell’informazione che viene postata è cosa scontata, ma che si vogliano far passare i cinesi come vittime del razzismo è anch’essa una notizia infondata. Basterebbe guardare i filmati su youtube in proposito, (provenienti direttamente dalla Cina) per capire che l’unica differenza tra la foto e la corretta informazione sta nel luogo e non nella veridicità della notizia. Per gli occidentali, che amano avere nelle proprie case cani e gatti, è scioccante vedere una foto del genere. Che poi quelle teste siano nei supermercati di Seoul, delle Nigeria o nel paese di “Rocca Cannuccia” conta poco. Non è certo la differenza del luogo che fa abbassare l’indignazione. Il gesto è comunque brutale, almeno secondo i nostri parametri. Diversamente, mantenendo le stesse regole di giudizio, i cattolici non dovrebbero inorridire quando nei paesi a maggioranza musulmana vengono massacrati i cristiani, o quando le bambine subiscono quell’inutile martirizzante mutilazione chiamata “infibulazione”.
    Pertanto sono la cultura, gli usi, i costumi di un popolo che fanno la differenza, non i luoghi in cui vengono applicati. Che poi i cinesi in Italia non mangino carne di came è cosa per la quale sarebbe il caso di nutrire un certo scetticismo. Ma questa è un’opinione personale.

    • walter

      giusto!!!! Anche io penso che se la foto è una bufala sull’argomento specifico ciò non toglie che i cinesi siano crudeli ed insensibili con questa razza e i filmati citati non sono bufale ma documenti inconfondibili….

      • Barbs

        e anche qui è tutto un fattore culturale. Noi mangiamo i cavalli, vallo a dire agli inglesi. Non usare termini come insensibili e crudeli perchè non ha senso. C’è chi tiene i conigli in casa come animali domestici e chi li mangia con la polenta. E gli allevamenti intensivi non sono crudeli? E triturare i pulcini vivi perché non tutti sono utili? Ma tutto è relativo, dai! Solo perché tu vedi il cane in modo diverso perché abiti in Italia.

        • Ardia.

          C’è anche una “strana” categoria di persone che tiene il coniglio in casa, come animale da compagnia, ma mangia il coniglio (non lo stesso)…perché la questione è: o si diventa vegetariani (e allora niente da dire, s’è fatta una scelta etica, condivisibile, o meno), o è assurdo scandalizzarsi per il cane/gatto mangiato dai cinesi, ma non per il pollo/coniglio/maiale/cavallo/vitello/ecc…che in Italia si mangia abitualmente!
          Se si parla di maltrattamenti, o di cattiva gestione degli allevamenti (e la foto in questione non ne parla), siamo sicuri d’essere meglio dei cinesi?

  • andy bertozzi

    Un altro articolo di Germano del quale condivido linee principali ed argomenti, per quanto desolanti essi siano. “Made on Facebook” mi ha fatto particolarmente sorridere e ricondotto la mente a quelle tante (troppe!) persone che continuano a credere e condividere tutte quelle ridicole bufale che acquistano autorità non appena toccano il cyberspazio. Ciao!

  • Guest

    BUFALA!

  • Mauro Castaldi

    Il bello è vedere la gente che, nonostante tu gli faccia notare che è una bufala, insiste nel crederci lo stesso: quando l’opinione di un amico che si informa vale meno di uno sconosciuto che pubblica post campati per aria. Misteri della vita…

  • Paolo Bergomi

    Grande articolo germano. Me lo sono letto tutto di un fiato. Bisogna fare ricerche e cercare di verificarne la veridicita. ciao grazie
    Paolo

  • Donatella Pasquali

    Ti ringrazio, a volte non è ignoranza ma buona fede, ti ringrazio di nuovo ma non è necessario mortificare gli utenti medi come li chiami tu, non sei d’accordo??? Sbagliando si impara. Quanto al razzismo, non c’entra nulla, secondo me fa senso a prescindere, che lo facciano i cinesi coi cani, i francesi coi gatti, gli italiani coi maiali (porchetta?). E’ solidarietà con gli animali che purtroppo subiscono angherie al di la dell’essere parte delle nostre mense. Ti saluta un utente medio che cmq ti ringrazia ancora per l’allarme bufale su fb. ciao

  • Marco Gafarelli

    Condivido tutto tranne il termine complottara. Sfido chiunque anche l’autore stesso di questo articolo, dopo gli onori di cronaca sull’America in questo periodo, sgamata ad intercettare le telefonate di quasi tutta europa, che non si possa quindi gridare a forte voce di un complotto capitalistico ai danni del mondo intero, per un volere elitario di pochi tecnocrati possidenti le Multinazionali. Se per complottismo becero intendete quello di Adam Kadmon su Mistero vi do’ ragione. Esistono lavori seri e ben informati e soprattutto documentati, di studiosi indipendenti dai poteri forti. Quindi sappiate che la disinformazione e’ voluta proprio appositamente per distorcere quello che la contro informazione asserisce.
    Purtroppo, per quanto orribilmente triste sia questa cosa, esistono paesi nel mondo ove per legge ciò e’ normale.
    Penso che anche gli indiani se la prendano a male entrando in una macelleria e vedendo le vacche sacre fatte a pezzi.
    Io credo che forse il problema sta in cosa siamo diventati noi umani.

  • ilaria

    Non capirò mai la gente che nonostante tutto confermato sia una bufala,insistono a crederci e continuano condividere sparando acidità sui cinesi!!!!
    Ragazzi io sono cresciuta qua ho studiato scuole italiane,mi sono integrata bene,ma ragazzi lo dico nella mia parte italiana che abbiamo troppi di ignoranti in giro troppi,che portano solo disagio e basta