Adinolfi sulla marcia dei 50mila nella Terra dei Fuochi: “Popolo di merda”

Pubblicato il 5 ottobre 2013

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Ieri la marcia dei 50mila nella Terra dei fuochi: in processione da Orta di Atella a Caivano, il nutrito corteo condotto da  don Maurizio Patriciello ingrossava le sue fila mentre sfilava attraverso le campagne avvelenate.

Una partecipazione così forse non si era mai vista da quelle parti ma c’è chi non reputa positiva una tale presa di posizione dei cittadini: parliamo di Mario Adinolfi, ex parlamentare Pd, giornalista ed esperto di polemica che sui suoi profili Fb e Twitter li apostrofa così:

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Si sono fatti devastare tacendo dalla camorra che ha interrato per anni rifiuti tossici, ora fanno le manifestazioni. Che popolo di merda

Di sicuro è un problema con il quale la Campania ha a che fare da lungo tempo ed è consapevole dei propri limiti e delle contraddizioni interne più di quanto possa arguire chi ha commentato la notizia che balza agli onori di cronaca nazionale solo di recente.  Le manifestazioni non sono un evento isolato di quest’anno e più di qualcuno ci ha tenuto a ricordarlo all’ex parlamentare che, in una seconda battuta, argomenta più ampiamente il suo pensiero a riguardo:

La risposta che ascoltiamo quotidianamente sui tram o al bar sui mali dell’Italia è: “Colpa dei politici, tutti ladri, li metterei al muro”. L’arguto giornalista la raffina e parla di “casta”, il fine intellettuale se la prende con la “crisi delle classi dirigenti”. Io, aiutato dalle carambole che faccio in giro per il mondo e dalle foto che scatto ogni giorni sui tram oltre che dalla frequentazione che ho avuto del Parlamento italiano, sono giunto a una conclusione e le ho dato un nome. Si chiama: lo specchio perfetto.
Questa forma italica della democrazia rappresentativa, comunque e ovunque in crisi, ha prodotto lo specchio perfetto: la classe politica e dirigente somiglia in maniera impressionante alla propria popolazione. Una popolazione come quella italiana, lamentosa e complice, inconsapevole e profondamente ignorante, accattona e sostanzialmente vile, non può che riflettersi come in uno specchio perfetto in una classe dirigente analoga.

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