Berlusconi è decaduto

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Pubblicato il 4 ottobre 2013

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” Sì” alla decadenza di Silvio Berlusconi. Dopo sei ore mezzo di camera di consiglio la Giunta ha deciso: Berlusconi non potrà più essere senatore. Ora la parola e il relativo voto finale passa nelle mani dei parlamentari di Palazzo Madama.

L’ok della Giunta alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore sta facendo il giro del mondo. In pochi minuti è in prima pagina sui siti online, con la Bbc che titola “la Giunta decide di procedere all’espulsione”. Lo spagnolo ” El Mundo” titola: “Giunta vota per l’espulsione”, mentre la notizia è ancora “breaking news” sul tedesco Die Welt e sul Wall Street

La seduta pubblica della Giunta per le elezioni del Senato, riunita in camera di consiglio per votare sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, è durata poco più di un’ora. I commissari avevano a disposizione 48 ore per emanare il proprio verdetto. Toccherà infine all’Aula del Senato esprimersi, verosimilmente entro il mese di ottobre, sulla decisione della Giunta.

La seduta pubblica è stata molto più breve del previsto soprattutto perché non si sono presentati né il Cavaliere né i suoi legali: “È un organismo non imparziale, è un obbligo non partecipare” dichiarano Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi alle agenzie di stampa.

Durante la seduta si è assistito prima alla relazione di maggioranza del presidente Dario Stefàno (Sel), che ha ripercorso la vicenda che ha portato alla contestazione dell’elezione di Berlusconi, e poi all’intervento di Salvatore Di Pardo, legale di Ulisse Di Giacomo, storico coordinatore regionale del Molise, subentrante al leader del Pdl in caso di decadenza.

“La legge è uguale per tutti – ha dichiarato Di Pardo – La giurisprudenza sulla legge Severino è una giurisprudenza granitica. Il Consiglio di Stato ha chiarito tutto. Non è incostituzionale. Non capiamo perché a Berlusconi spetti un trattamento diverso rispetto agli altri cittadini”.

Sulla carta l’esito era scontato: a favore della decadenza avrebbero dovuto esprimersi in 15 (Pd, M5S, Sel, Scelta Civica e Psi), contro alla decadenza in 8 (Pdl, Lega Nord e Grandi Autonomie e Libertà).

Polemiche nel pomeriggio per le frasi di Vito Crimi, componente M5S della giunta, che ironizzava sul “non mollare” presente in alcuni manifesti pro-Berlusconi affissi oggi a Roma. Le frasi di Crimi hanno scatenato l’ira del Pdl che per tutta la giornata ha denunciato la non imparzialità della giunta. Per queste, il capogruppo Pdl al senato Schifani aveva chiesto la sospensione della votazione.

Il voto è stato seguito in diretta mondiale e lo stesso Stefàno ha sottolineato come “dalla radio al tablet, abbiamo voluto operare nella direzione, che reputo doverosa, di attivare tutta la strumentazione oggi tecnologicamente disponibile al fine di consentire a tutti i cittadini interessati, oltre agli addetti ai lavori, di seguire in tempo reale la seduta”.

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  • puzzailsignorvincenzo

    Ah, ora ho letto bene, avevo letto “deceduto” e mi ero illuso.