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Le lacrime di Verdini e la resa di Berlusconi

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Davanti alla resa dei conti ieri al Senato e ad una imminente scissione del Pdl, Denis Verdini aveva gli occhi bagnati di pianto: “Se voti la fiducia – dichiara a Berlusconi – siamo morti. Silvio, fidati, non farti umiliare”.

A rivelare la scena avvenuta ieri in Senato durante la votazione della fiducia per il governo Letta è oggi l’Huffington Post Italia. “Rischiamo l’isolamento, a questo punto dobbiamo votare la fiducia” avrebbe detto poi Verdini dopo un colloquio con Romani e altri rappresentanti del Pdl. Berlusconi cambia idea ogni minuto.

“Stamattina erano 16 – sbotta poi Verdini – si sono spostati tutti i calabresi”. “Se andiamo dritti sulla sfiducia – dicono le colombe a Berlusconi – arrivano a trenta, anche di più”. Sono i siciliani, tutti messi in lista da Renato Schifani a rischiare di sfasciare il partito, Il capogruppo assicura al Cavaliere che rimarrà con lui, ma i suoi sono in uscita.

“Silvio, così è la resa. C’è una maggioranza senza di noi, ma non regge. Se ci accodiamo siamo irrilevanti. Ragiona. Questi il gruppo lo fanno e si portano dietro tutti i ministri. Che ca… votiamo a fare il governo? Come lo spieghiamo al tuo popolo? Perché tu, Silvio un popolo ce l’hai” dichiara il fedele Denis con gli occhi bagnati.

Berlusconi a quel punto guarda nervosamente il telefonino, Alfano non risponde. Non lo fa da ore. Ogni tentativo a vuoto è una pugnalata al cuore, Berlusconi è solo e Angelino sta tradendo. Quando arriva alla Camera, Cicchitto ha già depositato l’elenco degli scissionisti. Per il nuovo gruppo ci sono tutti gli ex ministri. I numeri dicono che alla Camera sono dodici, al Senato 23.

Quando il Cavaliere riunisce i gruppi parlamentari ritrova un sussulto di rabbia: “Con Alfano segretario siamo arrivati al 12″ allora arriva la resa e il voto di fiducia, ma la botta fa ancora male ed è la prima vera resa di Berlusconi.

“La sconfitta di Silvio Berlusconi è una vittoria per l’Italia” titola oggi un editoriale del “Financial Times“, il quale sottolinea come sia “ora il momento per Enrico Letta di rilanciare il suo governo [...] La sfida lanciata da alcuni dissidenti del partito del Cavaliere, decisi a votare la fiducia a Letta, ha costretto l’ex premier a una rara e umiliante ritirata, facendo cadere il suo incauto appello a elezioni anticipate”.

“Questo dietrofront ha senza dubbio rappresentato il punto più basso di una carriera politica segnata da eccessi e controversie” scrive il quotidiano della City. “Letta è il chiaro vincitore della battaglia politica a Roma, ma il premier deve ora usare il suo capitale politico per rilanciare il suo governo [...] Dal momento della formazione dell’amministrazione Letta la scorsa primavera, Berlusconi si è dimostrato un partner di coalizione inaffidabile. I suoi diktat hanno reso impossibile per il signor Letta di governare in modo efficace” conclude il quotidiano britannico.

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