Come (tutte) le compagnie telefoniche raggirano i consumatori nel silenzio generale

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Pubblicato il 16 luglio 2013

compagnieImmaginate di trovarvi in autostrada e di vedere le indicazioni stradali delle distanze tra le diverse località ed uscite non in Km ma in cm. Qualcosa del tipo “Milano 23.300.000 cm”. Oppure di entrare in un supermercato e di vedere i prezzi espressi non in euro ma in centesimi: “Pomodori 200 cent al Kg”. Avreste l’impressione di essere vittime di uno scherzo. Eppure, questo “gioco” con le unità di misura, è quello che da sempre fanno praticamente tutte le compagnie telefoniche che vendono contratti per le connessioni internet. Invece di indicare la velocità di download ed upload nell’unità di misura universalmente più usata per il calcolo del traffico dati e cioè i Megabyte (MB), vi parlano subdolamente di Megabit (Mb). Ma perché? Per una mera questione di marketing fumoso, come vi spiegheremo a breve.

E se per i vari bene informati(ci) questa potrà sembrare la classica “scoperta dell’acqua calda”, la comunicazione commerciale e è platealmente utilizzata in malafede nei confronti del “consumatore medio” che naturalmente è poco pratico in materia informatica e soprattutto distratto. Per avere prova di quanto sia diffusa la disinformazione in tal senso, basta fare un piccolo sondaggio tra amici, conoscenti e parenti, chiedendo loro che tipo di abbonamento internet hanno e a quale velocità, da contratto, dovrebbero scaricare file e navigare in rete.  Scoprirete che la stragrande maggioranza è convinta che “Alice 7 Mega” permetta un download massimo a 7 Megabyte al secondo invece che a 7 Megabit. Idem per Fastweb, con i suoi 20Mb (ovvero più o meno 2 Megabyte) ed Infostrada con i suoi 8 Megabit. Del resto, anche se da sempre si usa il Megabit per calcolare la velocità di scambio dati sulle linee telefoniche, è anche vero che da sempre quando si devono scaricare o caricare file in rete si pensa e scrive in Megabyte per ovvi motivi e cioè perché  è più facile pensare con un’unità di misura più grande. Incredibilmente, nessuna autority è ancora intervenuta per obbligare le compagnie ad una comunicazione più chiara e meno ambigua. In tal senso, infatti, i più corretti (ma comunque furbetti) sono quelli di Fastweb che, almeno sul portale, scrivono chiaramente che la connessione è a 20 Megabit/secondo. Per Infostrada e Telecom invece c’è la dicitura generica e per nulla indicativa di “MEGA”. Ma Mega scritto in questo modo non significa assolutamente nulla, proprio perché tra “byte” e “bit” cambia non poco (come detto 20 Megabit equivalgono più o meno a 2 Megabyte, con un rapporto di 8:1).

Grazie a questa ambiguità tra le due differenti unità di misura, quindi, l’utente poco esperto e poco attento viene agevolmente raggirato e si convince di aver acquistato un servizio migliore di quello di cui in realtà potrà fruire. Il tutto senza contare che la dicitura “velocità massima garantita” rappresenta anch’essa un esempio di scarsa trasparenza informativa. Come può sperimentare chiunque, infatti, non succede praticamente mai che una connessione raggiunga il massimo della velocità potenziale. Tra connessioni Wi-fi, distanza dalla centralina, cavi vecchi, colli di bottiglia ecc, il picco non può essere mai garantito. Chi vi scrive, ad esempio, ha un abbonamento Fastweb da 20Mb. La connessione scende a 14Mb (e cioè circa 1,7 MB) se misurata dagli apparecchi del tecnico installatore e si stabilizza al massimo sui 500-700Kb (circa 5-7 Megabit) al secondo.
Ricapitolando, quindi, queste sono le velocità effettive garantite dai vari gestori in termini di Megabyte (MB) e di Megabit (Mb)
Alice 7 Mega (circa 700kb o 0,9 Megabyte al secondo effettivi)
Infostrada 8 Mega (circa 800kb o 1 Megabyte al secondo effettivi )
Fastweb 20 Megabit (circa 2000kb o 2,5 Megabyte al secondo effettivi)
A conti fatti, in oltre 10 anni, nella maggior parte del nostro paese, la velocità media di connessione è rimasta decisamente bassa e, come abbiamo notato, con questi numeri parlare di “internet superveloce” suona abbastanza ridicolo. Tuttavia, allo stesso tempo, è anche vero che i tempi dei modem a 36 e 56Kb sono finiti e che esprimersi (anche) in Megabyte aiuterebbe molto a scongiurare certi cortocircuiti informativi. Si spera che le cosiddette “autorità preposte” intervengano presto per costringere le compagnie telefoniche a comunicare in maniera più chiara, onesta e trasparente.

Ovviamente non si chiede di cambiare unità di misura considerata in ambito tecnico e scientifico per la trasmissione dei dati nelle reti telefoniche (che “trasportano” appunto bit non byte) ma solo una comunicazione commercialmente più chiara e completa del tipo:”FASTWEB 20 Mbit che ti permette di scaricare fino a 2,5 Megabyte al secondo”. Giocare sull’ignoranza generale in materia e parlare genericamente di “7 Mega”, significa infatti favorire una pratica di pubblicità ingannevole per un numero considerevole e non ignorabile di consumatori.

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  • Marco

    Scusa, ma ad onor di cronaca, dovresti dividere le velocità in Megabit per 8, e non per 10. Se poi c’è dispersione del segnale, e scende ancora di più, quello è un’altro scenario.

    • younginforma

      Si infatti ho aggiunto “circa” e “più o meno” quando ho fatto le equivalenze. Comunque 8 o 10 cambia poco o nulla. La questione ben più importante è quella elencata nel pezzo.

  • Orlando

    Il post più insensato del decennio, complimenti

    Lungi da me difendere le compagnie telefoniche (dovrebbero morire tutte al rogo, in Italia abbiamo prezzi assurdi), ma in informatica la velocità di scambio dei dati si è sempre misurata e sempre si misurerà in megaBIT. Quindi la truffa non c’è da nessuna parte, anche perché (come riportato nell’articolo) tutti i gestori offrono velocità in megabit e non in megabyte (che invece è l’unità di misura più usata per l’archiviazione, ergo i file si “pesano” in megabyte). Se l’italiano medio è scemo e crede che con una “sette mega” scarica “un file di sette megabyte in un secondo” è appunto un italiano medio, poco ci può fare l’AGCOM.

    Inoltre 1 byte equivale ad 8 bit e non a 10 bit, giusto per onor di cronaca.

    • younginforma

      Veramente, l’unico elemento insensato ed imbarazzante, è questo suo commento. Spiego subito il motivo, anzi i motivi.

      1. Come tutti dovrebbero sapere (anche gli “italiani medi” poco vispi), la disciplina a tutela del consumatore serve proprio per coloro che sono meno informati in una determinata materia e, appunto, corrono il rischio di essere raggirati. Chi è minimamente esperto ed attento, infatti, non ha bisogno di qualcuno che lo “guidi”. Ma questo aspetto ovvio a quanto leggo le sfugge.

      2. Non ho parlato di “truffa” ma di pubblicità ingannevole. La differenza c’è, è sottile ma andrebbe studiata prima di esprimere commenti.

      3. Parlare di “7 Mega”, come anche un informatico sa, è molto poco chiaro proprio perché non può essere dato per scontato che si tratti di Megabit. In questo caso non bisogna considerare il linguaggio tecnico-informatico (ad appannaggio di pochi) ma l’uso comune dell’unità di misura considerata da parte del consumatore tipo. Anche perché, DA SEMPRE, quando si tratta di scaricare un file è molto più facile pensare in MB che in Mb per ovvi motivi.

      4. Ho aggiunto “circa” e “più o meno” alle equivalenze tra Mb e MB, fermo restando che tra 8 e 10 cambia veramente poco e che la questione interessante naturalmente non è questa.

      5. C’è poi da considerare che spesso e volentieri anche tecnici e servizi callcenter, quando parlano delle connessioni, le esprimono grossolanamente in Megabyte e non in Megabit (unità ai più sconosciuta, come detto).

      • Lorenzo

        1. si, la disciplina tutela il consumatore ma se il consumatore non è in grado di capire cosa gli offrono non si possono organizzare corsi di recupero. Es. gli impianti elettrici di casa hanno un voltaggio di 230V e una frequenza di 50Hz, poi a seconda del contratto si hanno a disposizione potenze diverse, ad es 3KW. Cambiamo la dicitura dei contratti e diciamo ai consumatori che la frequenza è 50 volte al secondo e la potenza 300 lampadine così non si sentono offesi nel leggere grandezze che non capiscono?

        2. il titolo “COME (TUTTE) LE COMPAGNIE TELEFONICHE RAGGIRANO I CONSUMATORI NEL SILENZIO GENERALE”, raggirare: imbrogliare, truffare, circuire…

        3. 7MEGA è il nome commerciale di un prodotto, si può essere fuorviante, ma la velocità di trasmissione di una linea si misura in bit al secondo, è quindi facilmente intuibile che si tratti di una linea a 7 megabit/s. Se l’ignoranza la fa da padrone non di può pretendere cambiare le unità di misura su…

        4. Se si vuole essere pignoli bisogna esserlo fino in fondo…

        5. Come è noto non è richiesta una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni per lavorare in un call center, di solito ti assumono se sei in grado di leggere frasi preconfezionate che qualcuno ha già scritto per te

        Il sunto è che chi ha scritto l’articolo gridando alla truffa (raggirare in italiano è sinonimo di truffare) ha preso una cantonata :P

        • younginforma

          Che noia. Un tempo le connessioni erano LENTISSIME e gli scambi dati limitati, quindi era comprensibile usare il Megabit. Ora non è più così e ripeto: se il 90% della popolazione utilizza il Megabyte come unità di misura principale, è corretto e logico pensare che debba cambiare almeno la COMUNICAZIONE in tal senso. Cosa c’entra l’esempio delle lampadine? Totalmente delirante. Nel settore “dati in rete” c’è stata una grande evoluzione e ripeto anche per i più duri di comprendonio: “l’ignoranza” non è una colpa del consumatore. Ridicolo poi giustificare gli operatori dei call center e sorvolare quindi sul problema di comunicazione GRAVE E DIFFUSO che ho sottolineato.

          Ps come ho scritto sempre in italiano, non si deve cambiare un tubo (anche se non è vietato pensarci) ma solo modificare la COMUNICAZIONE COMMERCIALE e renderla più chiara e meno ambigua. Non mi pare tanto difficile da comprendere come concetto.

          • Alex

            Soccia che due maroni: non c’entra ***nulla*** il fatto che ora le capacità siano aumentate da 33kbps a 10Gbps (le reti a 10Gbps sono diffuse in tutti i datacenter). I prefissi indicanti le potenze di 10 (kilo, mega, giga, tera, peta, epta etc etc) servono a questo.

            Anche il “peso” dei file segue la stessa regola, visto che 20 anni fa un hard disk medio era da 150MB (B maiuscola = Byte) e ora da 3TB, ovvero sempre di Byte si tratta.

            Ma soprattutto, i coglioni che non sanno un cazzo ma corrono dietro al numero più alto ci sono e ci saranno sempre. Vedi i tempi d’oro del costante rialzo dei clock di CPU; quello che ora accade con i megapixel delle digitali (magari quelle ridicole da telefonino)…. E’ selezione sociale.

          • Marco

            L’informatica non e’ una materia per tutti. Esistono per questo consulenti e tecnici per aiutare. Alla stessa stregua della salute. Si va dal dottore apposta. Poi certo c’è la pubblciita’ dell’adsl e delle medicine in tv ma non per questo bisogna farsi abbindolare.
            Allo stesso modo se AGCOM dice che e’ fuorviante parlare di una unità di misura nata decenni fa e’ nello sbagliato!!
            E comunque scaricare da un sito a 1 MB/s (B maiuscola uguale Byte!!!) e’ sempre OTTIMO!!!
            Visto che poi abbiamo dentro i pc dei dischi che fanno pena (almeno per la maggior parte dei pc) e’ inutile scaricare piu’ veloce!!
            Poi basta leggere le caratteristiche su internet e non farsi abbindolare al telefono
            (http://assistenzatecnica.telecomitalia.it/at/Informazioni_privati/delibera_7m.html#68196)

          • younginforma

            E chi ha 70 anni e non ha internet? Ma per favore…

          • Milo Stefani

            E quindi diciamo anche che TUTTI i produttori di schede di rete TRUFFANO i clienti visto che ANCHE LI’ le velocita’ sono espresse in multipli dei BIT. [vedi ethernet con tagli da10 megabit, 100 megabit, 1 gigabit e recentemente 10 gigabit.]

          • Lorenzo

            Un tempo le connessioni erano LENTISSIME e si usavano i bit/s o bps, poi si passò ai Kbit/s, ora siamo ai Mbit/s e quando i Mbit/s saranno scomodi si passerà ai Gbit/s e vissero tutti felici e contenti.
            http://en.wikipedia.org/wiki/Data_rate_units
            http://en.wikipedia.org/wiki/Bit_rate

          • younginforma

            Amen

          • younginforma

            Non scrivo per ricevere lodi o critiche ma per INFORMARE chi non lo è. E di quanto sia “puro” non puro l’uso del Byte direi che dovrebbe interessarci meno di zero. Mi riporti poi una singola parte del mio articolo dove do l’impressione anche lontana di non conoscere l’argomentato trattato e di non trattarlo dalla prospettiva del consumatore medio? Poi scrivi:”Specificare le velocita’ in byte non corrisponderebbe alle performance riportate dalle apparecchiature e sarebbe ingannevole. La velocita’ in byte/s dipende da quanta banda perdi come overhead dei pacchetti”. E invece scrivere “7Mega” è corretto? Qui siamo andati ben oltre il patetico pur di giocare agli “esperti-puristi” ma io, in italiano e cioè nella nostra lingua madre, ho spiegato e riespiegato che non mi interessa un fico fare la lezione d’informatica base. Mi interessa solo ribadire fino alla sfinimento che potete misurare la velocità come vi pare dal punto di vista meramente e strettamente tecnico ma che, al di la di questo, c’è una ENORME realtà da considerare ed è quella di chi non ha alcuna nozione in merito, non deve averla e deve sapere che “7Mega” sono 300kb al secondo circa di velocità media effettiva per secondo e non 7Megabyte e che quindi, per scaricare il suo MP3, non impiegherà un nanosecondo ma diversi secondi. Pace

    • Alex

      Bravo Orlando: da informatico quale sono: concordo.

      Sono stanco di vedere accusate aziende/enti/persone per la solita incredibile abissale ignoranza e superficialità dell’80% buono degli italiani. E’ quella che va accusata, non chi usa correttamente le unità di misura preposte. BASTA con sta cosa di scambiare i colpevoli.

      Sono gli stessi che compravano il pc nuovo ogni anno perché aveva 0,3GHz in più di clock di CPU e poi ci mettevano sotto dei dischi di 5 anni prima; gli stessi che ora inseguono i millemila dpi delle fotocamere digitali /dei cellulari!!!/ etc.

      • younginforma

        Chissà in quante cose e materia sei clamorosamente ignorante tu, caro Alex. Che “informatico” non significa onnisciente e magari se ti vendono qualcosa per oro e scopri invece che è letame solo dopo aver inteso la tua non colpevole ignoranza (non possiamo, appunto, essere tuttologi), poi vai a piagnucolare da Federcusomatori.

        Si, la gente è ignorante in materia informatica ed in molto altro. La legge a tutela del consumatore, per chi non è ignorante come un capra in tema giuridico, serve proprio per EVITARE che si giochi su queste fisiologiche ignoranze. Serve ad evitare ai Don Abbondio di imbambolare i Renzo con il Latinurum. Se non arrivate a comprendere questo, la prima grave forma d’ignoranza è vostra e riguarda l’Italiano scritto…ergo è anche molto più grave di quella tecnco-informatica.

  • Francesco2015

    Giusto per la cronaca il rapporto byte a bit è 1:8 e non 1:10. Il problema è un altro: in Italia si parla solo ma investimenti seri sulla banda larga non ce ne sono. Difatti ci troviamo con le reti fisse più lente d’Europa (in Bulgaria, non Germania, non regno unito ma Bulgaria, si arrivano a velocità di 100 mb/s) e si prevede che tra non molto saremo l’unico paese in cui la rete mobile garantirà velocità superiori alla fissa. Questo porterà a un aumento delle utenze mobili e una saturazione della rete mobile stessa, con conseguente riduzione anche per quest’ultima. E pensare che basterebbero neanche esagerati investimenti, più che altro mirati…

  • Steve

    mamma mia quanta ignoranza in 30 righe…

    • younginforma

      Quanta sicumera per chi non sa neppure contare le righe di un articolo. Esprima dove risiederebbe l’ignoranza o è inutile commentare, soprattutto se si dimostra subito di avere problemi con la matematica di base.

  • Maurizio

    Germano, io lavoro nel mondo delle telecomunicazioni (non per un provider però!), e posso confermarti che non si tratta affattodi una manovra dei fornitori di connettività. L’unità di misura in megabit al secondo (e non megabyte) è l’unità di misura tradizionale della velocità dei collegamenti da molto prima che i collegamenti dati attraessero il mondo dei piccoli consumatori. Inoltre, la tecnologia ADSL+ permette di raggiungere 20Mbps (Megabit per second) in condizioni ideali (doppino telefonico di casa tua – quello che arriva fino alla centrale – buono, centrale vicina, poco rumore elettromagnetico), ma non sempre. E la velocità di download reale dipende da vari fattori, quali la velocità del collegamento del sito da cui scarichi, la tecnologia del collegamento, il traffico di rete etc. Quindi parlare di velocità del collegamento in bit al secondo e indicare la velocità massima raggungibile sono gli unici modi per misurarla in modo oggettivo e permettere il confronto con quanto offerto da altri operatori. Se gli operatori si comportassero in altro modo saremmo noi tecnici del campo a dare loro degli ignoranti.

    • younginforma

      Certo, so bene (come ho scritto) che l’unità di misura usata solitamente per lo scambio dati è proprio il Megabit ma attenzione: come calcoliamo, DA SEMPRE, la dimensione dei file che scarichiamo o carichiamo in rete? In Megabyte e non certo in Megabit e per un motivo semplice: perchè è appunto più facile in questo caso utilizzare un’unità di misura GRANDE e con meno numeri. Del resto ripeto: basta fare un sondaggio tra gli abbonati per capire che la stragrande maggioranza è CONVINTA di avere connessioni da 7-8 o 20 Megabyte al secondo. Questo cosa significa? Che non si può parlare al consumatore con linguaggio squisitamente tecnico quando in realtà il linguaggio comune lo ha abituato ad altro. Proprio perché non siamo tutti tecnici informatici, la comunicazione andrebbe resa più chiara ed onesta. E poi, da tecnico quale sei, vuoi dirmi che scrivere 7Mega senza aggiunre “bit” è corretto? O è fatto appositamente perché in questo modo si lascia volutamente aperta l’interpretazione del poco informato? Questo è il punto che ho voluto sollevare, non altro.
      Grazie comunque per il tuo commento

      • Filippo

        Personalmente non calcolo la dimensione dei file in megabyte “da sempre”. Ho cominciato con floppy che contenevano al massimo 720KB, per cui la dimensione la calcolavo in KB.

        Giusto per dire la mia…

        • younginforma

          Appunto ma quando? Nel 1990. Ora la calcoli ancora in Kb? Suvvia..”aggiorniamo” pure il nostro modo di pensare, oltre che i driver

          • Filippo

            A volte si, la calcolo ancora in KB. Ad esempio quando mi trovo a scaricare dati su una rete Edge…
            … ma comunque abbiamo già stabilito altrove che non è questo il punto.

      • Diego

        sono d’accordo con te . Pur capendoci abb. di termini informatici le pubblicità dovrebbero essere più chiare. Perchè non tutti hanno il tempo per informarsi e non tutti sopratutto gli over ne capiscono molto. se guardo una loro pubblicità si capisce che è ingannevole, perchè non parlano di Megabit solo di mega ed è furviante. Sappi younginforma che gli informatici che ti hanno commentato come quasi tutti gli informatici ripeto “quasi” conoscendone diversi, sono pignoli e sanno tutto loro e non permettono un certo tipo di ignoranza .Ne conosco molti ed è meglio non confondercisi su certi argomenti se non si è degli assi ragionano con supponenza e arroganza. Poi vagli a parlare di qualcosa che non sanno tutti hanno lacune su qualcosa…..concludo dicendo che sono d’accordo con te ….quando una compagnia sponsorizza una velocità se parlasse in megabyte sarebbe più chiara a molti, perchè dire 20 mega per molti equivale a 20 megabyte.

        • younginforma

          Purtroppo, chi è più interessato a farci sapere l’ovvio e a dirci quanto è “informato” su qualcosa che ad azionare cervello e capacità di ragionamento, reagirà sempre così. Io mi rivolgo al CONSUMATORE, esclusivamene al consumatore. Come detto, le lezioni di informatica base (che conosco bene) non servono in questo caso. Bisognerebbe mettersi semplicemente nei panni di chi non sa nulla di una determinata materia ed è indifeso. Ho scritto, riscritto e ribadito fino alla noia che non oso mettere in dubbio le leggi sacre della scienza informatico e che desiderei solo che si marciasse meno sull’ignoranza diffusa di chi acquista determinati servizi. Ma io, appunto, mi metto nei panni del LETTORE e del CONSUMATORE che non sanno tutto ciò che devono sapere. Non mi importa un tubo di dare lezioni di informatica. Mi interessa che la comunicazione meramente COMMERCIALE (poi tra tecnici parlino come preferiscono) sia chiara per TUTTI e non solo per chi conosce la materia in questione. Ma niente: temo che anche con un disegno certi “intellettuali” non arriverebbero a comprendere il succo del mio discorso. Pazienza: l’importante è essere stato compreso da chi non comprende nulla dei tecnicismi ed ha scoperto dopo anni che 20Mb non sono 20Megabyte al secondo…

  • samuele

    ma come si fa ad urlare “alla pubblicità ingannevole” se OGNI servizio di ADSL da quando è nato da la velocità in megaBIT?!?!?

    Domani fai un articolo sulla “truffa” perpetrata da chi vende Hard disk, che misura in gigabite=1000 di megabyte, mentre i s.o. usano la misura 1gb=1024megabyte?

    il povero consumatore pensa di trovarsi 100gb di archiviazione mentre in realtà ne ha meno.

    Avrei capito un articolo sul fatto che la velocità di connessione è solo TEORICA(anche se è abbastanza trito), e che difficilmente raggiunge valori simili ai massimi contrattuali… ma un articolo su “unità di misura” mai cambiate da quando è nato internet…

    • younginforma

      Samuele qui siamo proprio all’abc però. Cosa c’entrano gli HD. Che esempio assurdo hai fatto? Io parlo di una CONSUETUDINE che esiste DA SEMPRE quando si tratta di scaricare e caricare file in rete e cioè quella di considerarli in MB e non certo in Mb. Poi è ovvio che in termini di linea telefonica si calcola in bit e non in byte ma io parlo di discorso di COMUNICAZIONE ambigua e mi soffermo sul fatto che non puoi parlare di “7 Mega” e giocare platealmente sull’ignoranza del consumatore medio. Non chiedo certo di cambiare unità di misura considerata in ambito tecnico e scientifico ma solo una comunicazione commercialmente più chiara e completo del tipo:”FASTWEB 20 Mbit che ti permette di scaricare fino a 2,5 Megabyte al secondo”.

      Ecco, tutto qui. Tanto difficile da comprendere?

  • Dario

    La misura dei trasferimenti in bit non è un’invenzione dei gestori, è sempre stato così dagli albori della storia informatica. La velocità di trasferimento di qualunque cosa si è sempre misurata in bit, porte seriali incluse, poiché il byte NON è una unità di misura “neutra”. Il byte è formato da 8bit (per la cronaca, esistono anche sistemi con byte a 7bit) ma i dati molto spesso sono rappresentabili solo da blocchi di 2, 4, 8 o più bytes (e che fai, ti metti a citare le velocita in “foto delle vacanze estive”?). Se poi volessimo fare i pignoli dovremmo anche tirare in ballo (e spiegare) la differenza tra megabyte “giapponese” (MB) e megabyte binario (MiB, al secolo Mebibyte). A mio parere troppo l’articolo è un inno al complottismo. PS ti consiglio di cambiare la frase “godo nel farmi odiare dagli imbecilli” con “a volte scrivo cose che non stanno ne in cielo ne in terra, non odiatemi”

    • younginforma

      Direi che è abbastanza ridicolo discutere della frase del mio profilo .Per il resto ho scritto un articolo in italiano e cioè nella nostra lingua madre, vedendomi ribadire nei commenti precisazioni inutili che ho già esposto nell’articolo stesso.

      Ribadisco quindi, per i più disattenti e pigri nella lettura, ciò che ho scritto in conclusione ma forse avrei dovuto inserire in incipit

      “Ovviamente non si chiede di cambiare un’unità di misura considerata in ambito tecnico e scientifico per la trasmissione dei dati nelle reti telefoniche (che “trasportano” appunto bit e non byte) ma solo una comunicazione commercialmente più chiara e completa del tipo:”FASTWEB 20 Mbit che ti permette di scaricare fino a 2,5 Megabyte al secondo”. Giocare sull’ignoranza generale in materia e parlare genericamente di “7 Mega”, significa infatti favorire una pratica di pubblicità ingannevole per un numero considerevole e non ignorabile di consumatori”

      Questo c’è. Nessun complotto.

  • Filippo

    Concordo con chi ritiene che questo articolo sia quantomeno superficiale.

    Il fatto che oggi sia comune parlare di Megabyte nelle trasmissioni dati, non cancella il fatto che prima fosse comune parlare di Kilobyte.
    La velocità delle trasmissioni è aumentata lentamente e progressivamente nel corso del tempo (io ho cominciato con un modem a 33.6 kbps). Le compagnie telefoniche non si sono “inventate” la velocità espressa in Megabit/sec per ragioni commerciali: semplicemente la velocità è aumentata gradualmente negli anni fino ad arrivare alle cifre odierne. Non ci si può aspettare che, di punto in bianco, smettano di parlare in termini di (multipli del) bit/secondo e prendano a parlare di (multipli del) byte/secondo, sarebbe assurdo e porterebbe solo a molta confusione.

    • younginforma

      E perché sarebbe “assurdo” e porterebbe “molta confusione” non ce lo sai spiegare però. Se il mondo si è EVOLUTO e tutti ora pensano in Megabyte e non più in Megabit proprio perché la velocità di trasmissione è AUMENTATA, cosa ci impedisce di CAMBIARE metodo di calcolo e di comunicazione? Poi ribadisco per l’ennesima volta il concetto finale

      “Ovviamente non si chiede cdi cambiare unità di misura considerata in ambito tecnico e scientifico per la trasmissione dei dati nelle reti telefoniche (che “trasportano” appunto bit non byte) ma solo una comunicazione commercialmente più chiara e completa del tipo:”FASTWEB 20 Mbit che ti permette di scaricare fino a 2,5 Megabyte al secondo”. Giocare sull’ignoranza generale in materia e parlare genericamente di “7 Mega”, significa infatti favorire una pratica di pubblicità ingannevole per un numero considerevole e non ignorabile di consumatori.

      • Filippo

        Porterebbe confusione perché qualcuno parlerebbe in termini di Megabyte, qualcuno in termini di Mebibyte (anzi, le loro abbreviazioni MiB e MB). Poi qualcuno comincerebbe a fare il furbo e a parlare di Mb o Mib.

        Esiste un linguaggio consolidato da tempo (a livello globale, peraltro) che chiunque, informandosi un minimo (ma veramente un minimo) è in grado di comprendere.

        Cambiare questo linguaggio “universale” con uno valido solo per il nostro paese causerebbe solo ulteriore confusione.

        Non è una “pratica di pubblicità ingannevole” ma bensì un “linguaggio tecnico consolidato”.

        Poi, per carità, non voglio difendere le compagnie telefoniche: spesso se ne approfittano e non mantengono minimamente le promesse… ma sul punto della velocità in Megabyte anziché in Megabit, mi spiace ma ti stai sbagliando.

        Molti hanno commentato in modo simile al mio. Forse dovresti fare ammenda e riflettere sul fatto che su questo punto del tuo articolo potremmo sapere il fatto nostro.

        • younginforma

          Se dovessi valutare ciò che scrivo in base a mi piace,sharing e commenti, ne uscirei praticamente sempre “vincitore”. Qui ci sono una decina di commenti, molti dei quali contenenti critiche fondate sulla pessima compresione dell’italiano scritto. Il pezzo però ha 250 like e già 100 condivisioni, oltre a 40 commenti positivi su Facebook. Ma il punto non è questo, ovviamente.

          Il punto è che io parlo appunto in una lingua comprensibile ed ho scritto che occorre modificare la dicitura e completarla, rendendola meno inutilmente ambigua. Non so in che altro modo specificarlo per evitare altre inutili lezioni di informatica base. Il “linguaggio tecnico consolidato” non può essere utilizzato per vendere fumo ed ho spiegato fin troppe volte il perché. Il 7Mega confonde inesorabilmente e comprensibilmente il consumatore medio (al quale nulla deve interessare di certe questioni) e rappresenta un PLATEALE esempio di pubblicità ingannevole. Non lo vogliamo dire perché preferiamo far sapere al mondo che sappiamo cosa sono i bit e i byte? Bene ma il succo del discorso è sempre lo stesso.

          Chiedo ammenda per essere stato evidentemente poco chiaro, questo si. Ma il fulcro del problema c’è, è DIFFUSISSIMO tra i clienti e non dovrebbe essere ignorato così. Infondo basterebbe sul serio NIENTE per evitare certi “incidenti” di comprensione.

          • Filippo

            Facebook ha un pulsante “like”… ma non un pulsante “dislike”. Inoltre l’esperienza dovrebbe suggerirti che per uno che risponde, molti non lo fanno… nel bene e nel male. Concordo pienamente che misurare il proprio successo in base ai “like” faccia quantomeno sorridere, ma dovresti riflettere sul fatto che alcune persone si sono prese la briga di rispondere per farti presente che non sono d’accordo (ognuno a modo suo). Se per te può valere qualcosa, scrivo commenti su ciò che leggo mediamente una o due volte l’anno. In altre parole, ho ritenuto fosse importante in questo caso spendere del tempo per cercare di inquadrare il problema nella giusta ottica in quanto l’informatica è un argomento a me molto caro.

            Comprendo il tuo punto in tema di comunicazione e in linea di massima sono d’accordo sul fatto che sia necessario rendere i messaggi pubblicitari quanto più possibile chiari. Anzi, ti dirò di più: indicare nella descrizione di “Alice 7 MEGA” (nome del prodotto, perfettamente legittimo) una velocità di download di “7 Mega” e di upload di “384 Kbps” suona a mio giudizio ridicolo e concordo sul fatto che andrebbe sistemato… ciò non toglie che non ravvedo un tentativo di pubblicità ingannevole. Con poco sforzo ho potuto trovare le “caratteristiche del servizio” dove era chiaramente indicato cosa veniva offerto. Oltre a ciò, Telecom espone anche le misurazioni di velocità condotte dall’AGCOM, a ulteriore tutela del consumatore.

            Insomma, chi si prende dieci minuti (al massimo) per controllare ciò che sta acquistando è perfettamente tutelato. Non mi sembra un tempo eccessivo, francamente.

            Gli “incidenti di comprensione” dipendono sicuramente da come le informazioni vengono comunicate (“7 Mega” anzichè “7 Mbps”) ma dipendono anche dalla spesso eccessiva superficialità delle persone, dalla mancanza di cultura o dall’uso di un linguaggio inappropriato. Parlare di “raggiro”, “operazioni subdole”, “malafede” e “pubblicità ingannevole” fa a mio avviso parte di quel linguaggio inappropriato (e, se posso permettermi, superficialità) capace di generare errate interpretazioni e potenzialmente anche veri e propri problemi. Per come la vedo io, una compagnia telefonica risentita potrebbe anche provare a intentarti causa per calunnia e non escludo che un giudice gli darebbe ragione.

            Hai scritto un articolo “sbagliato”… non è una tragedia. Fanne tesoro e in futuro scrivi un altro articolo più equilibrato, tutto qui. Di articoli scritti pensando a fare “notizia” ne vedo fin troppi; un articolo per fare “informazione” ti distinguerebbe dalla massa.

      • Angelo

        Ma chi sono questi TUTTI che pensano in MB???
        Le velocità di linea si pensano in Mbit/s. Punto e batsa. Anche perchè quello che dici è sbagliato. 1 MB non è uguale ad 8 Mbit/s perchè quando si usano i Byte 1 Mega assume il significato di=2^20 mentre normalmente per tutte le unità di misura 1 Mega=10^6. Spiegarti perchè sarebbe complicato. Quindi ad esempio 20 Mbit/s= 20*10^6/(8*2^20)=2.38 MB/s. Vallo a spiegare al consumatore e digli che il servizio ti permette di scaricare fino ad un massimo di 2.38 MB/s, cosa tra l’altro non del tutto vera.

        Cosa te ne fraga di sapere l’equivalente in B/s che non ti dice assolutamente nulla? La velovità di download netta è pressocchè impossibile da conoscere. Sarebbe + ingannecole parlare di MB/s visto che tale unità di misura si utilizza per i files ad il loro doiwnload visto che poi non avrebbe nessuna corrispondenza in pratica.

        • younginforma

          Infatti, per chi comprende la nostra lingua madre, al consumatore non va spiegato NULLA di tutto questo. Non ci serve alcuna lezione di informatica spiccia. Poi sul serio vuoi dirmi che chi scarica e carica pensa in Mb e non in MB? Ridicolo.

          Io dico solo che si deve dire all’utente medio non informatico e non informato che “7 Mega” non significa 7 Megabyte ma appunto 7Mb e cioè, per tutte le cose che hai spiegato e che so (ma ripeto: io qui non devo dare lezioni di informatica), che parliamo di circa 500kb/s. Serve disegno o finalmente ci siamo arrivati? Accidenti che fatica precisare l’ovvio

      • younginforma

        Non c’entra niente l’aspetto scientifico (ed ho spiegato,scritto e ribadito fino allo sfinimento il perché). Parlo di MERA COMUNICAZIONE COMMERCIALE da rendere più chiara per chi non sa di cosa stiamo parlando ed utilizza un’unità di misura più comune e conosciuta. Non è un caso, tra l’altro, che NESSUNO nei call center, al servizio clienti e tra i tecnici che poi vengono per l’installazioni osi fugare questa ambiguità di fondo. TUTTI GIOCANO sul fatto che per il “consumatore medio” l’unità di riferimento è il Megabyte e, come anche un pupo capirebbe, sul fatto che è meglio far credere di aver venduto una connessione da 20Megabyte che una da 20Mb

      • Vincenzo Scolavino

        1 Megabyte = 8 Megabit. E’ così difficile da capire?

  • Angelo Perazzini

    E quand’anche le compagnie dicessero chiaramente che la velocità è in Megabit, cambierebbe qualcosa? Se la gente non sa che la velocità di scambio di dati per internet si è da sempre misurata in megabit, se la gente neanche sa che diavolo sia un megabit, cosa cambia tra dirlo e non dirlo? Assolutamente nulla, per chi non lo sa il megabit può benissimo essere una unità di misura uguale o anche superiore al megabyte, tanto c’è sempre lil prefisso MEGA, e se una cosa è MEGA deve essere per forza indice di una grande quantità.

    L’italiano medio se ne frega che sia Megabyte, Megabit o megacicciobello, all’italiano medo interessa solo il MEGA. Questo i pubblicitari e i provider lo hanno capito benissimo, e non fanno altro che dire all’utente ciò che vuole sentirsi dire, come in QUALSIASI altra campagna pubblicitaria.

    Per questo, il tuo articolo è inutile.

    • younginforma

      L’unica cosa inutile e penosa è il tuo commento. Qualunquismo da bar sport, spocchia consueta e nulla più. “L’italiano medio” e bla bla. Basta scrivere questa frase ostentando una presunta superiorità e ci si sente tanto “avanti”. Quindi visto che tutto fa pena e tutti siamo stupidi, tanto vale non scrivere nulla e fare il tifo per lo status quo. Ripeto: quale ragionamento e modo di vivere è più inutile di questo non so dirlo. La prossima volta pensa meglio al tuo commento se vuoi passare per persona “sveglia”. Direi che in questo caso il risultato è stato alquanto scarso. Che poi ripeto per l’ennesima volta: è italiano, la lingua che studiamo fin da piccini. Forse dovrei allegare un disegno.

      • Angelo Perazzini

        Cioè, tu scrivi un articolo in cui ammetti implicitamente che gli italiani hanno una profonda ignoranza per quanto riguarda la terminologia in uso su internet, e poi vieni a dire a me di essere qualunquista? Io non mi sento migliore, non mi sento “avanti”. Semplicemente, siamo nel 2013, non sapere assolutamente nulla di pc e internet non è più accettabile in alcun modo.
        E non stiamo parlando di entrare nei sistemi della NASA, ma semplicemente di conoscere il significato di un termine che si usa più o meno quotidianamente.

        Renditi conto che hai puntato il dito contro le persone sbagliate. Non è certo colpa delle compagnie se la gente non conosce la differenza tra megabyte e megabit, dato che ormai la conoscenza non è più appannaggio di pochi esperti del settore, ma basta spendere 5 minuti su wikipedia.

        Ti ripeto, le compagnie dicono agli utenti ciò che essi stessi vogliono sentirsi dire, come avviene in qualsiasi pubblicità di qualsiasi prodotto. E se ad un utente non interessa che sia megabyte o megabit, l’importante è navigare velocemente, poco gli cambia.

        Parlare di truffa è decisamente esagerato, fuorviante, ed è solo una dimostrazione di non aver capito assolutamente nulla dei reali problemi.

        E se la prossima volta cercassi di argomentare le tue risposte, invece di scrivere una sequela di insulti impliciti ed espliciti, forse saresti anche più credibile.

        • younginforma

          Quindi il tuo eccelso ragionamento sostiene che ognuno di noi debbe essere ONNISCIENTE e che non è colpa della compagnia telefonica che gioca sull’ambiguità della dicitura “7Mega” e fa parlare i suoi operatori di “7Megabyte” ma del pensionato e/o del tipo che non usa Wikipedia se c’è un fraintendimento. Geniale: in 10 righe hai mandato all’aria decenni di lavoro giuridico sulla tutela del consumatore. “Siamo nel 2013 e tutti devono sapere”. Ma che significa? Vi scandalizzate se oso sostenere che occorrerrebbe essere più precisi (cosa costa? NULLA) nella comunicazione commerciale per non fomentare l’ignoranza generale e poi giustificate chi sull’ignoranza generale ci gioca beceramente. Bah

          Poi fai quello che ho fatto io: FAI UN LARGO SONDAGGIO tra i non esperti e dimmi se sanno cos’è un Mb e quanto è grande o se usano come unità di misura di riferimento il MB. Poi ritorna e vediamo chi è “qualunquista”

          • Angelo Perazzini

            Non ho capito se fai finta di essere stupido o lo sei davvero. Eppure mi sembrava di aver detto chiaramente che non sto parlando di essere ingegneri informatici, ma di conoscere la differenza tra due termini che si usano QUOTIDIANAMENTE, in qualsiasi ambito, che sia in un ufficio, in un bar o in un parco giochi.

            Te lo ripeto per l’ennesima volta (nella vana speranza che tu capisca): è inutile che le compagnie specifichino megabit invece che megabyte nelle loro pubblicità, se la gente non sa cosa sia il megabit e quale sia la differenza tra megabit e megabye.
            Allora seguendo il tuo ragionamento la pubblicità dovrebbe anche mettersi a spiegare questa differenza, perchè la gente così capisca.

            Spero che tu ti renda conto che questo è del tutto RIDICOLO. La pubblicità ha il solo scopo di illustrare le qualità positive di un prodotto, non di divulgare una conoscenza, che, ripeto, in questo caso può essere acquisita perdendo 5 minuti su wikipedia.

            Riguardo al tuo sondaggio, so bene cosa ne verrebbe fuori, ed è proprio per questo che sto dicendo che la pubblicità si adegua semplicemente a ciò che vuole il consumatore: se il consumatore in primis è del tutto disinteressato a conoscere la differenza tra bit e byte, perchè un pubblicitario dovrebbe perdere tempo a spiegarlo?

            Eppure non mi sembra di parlare arabo…

  • Pietro Santoro

    L’importante è che l’utente possa fare un semplice confronto tra le velocità dei gestori (e delle singole offerte). Da sempre le velocità sono state espresse in Kbit/s, oppure in Mbit/s (con la banda larga) in quanto la modalità di trasmissione delle informazioni è di tipo seriale (bit a bit e non byte a byte). Nessuno si accorgerebbe della differenza di velocità (che non c’è ovviamente) se le cose fossero espresse in byte o bit. Infine, tecnicamente è vero che 1 byte = 8 bit, ma la velocità in bit/s non può essere automaticamente divisa per 8 per avere la velocità in byte/s in quanto di mezzo c’è l’overload per lo scambio dei dati, la ritrasmissione dei pacchetti errati, ecc. ovvero paradossalmente indicando la velocità in byte/s si darebbe una informazione errata e fuorviante. Per non parlare del fatto che la velocità indicata è solo quella “nominale” che contraddistingue la linea dati e quindi l’offerta. Purtroppo le velocità delle linee sono alla stessa stregua di una etichetta su un prodotto in vendita…

  • Francesco

    tempo fa ci fu una pubblicità radiofonica tim in cui espressamente dicevano la velocità verra ridotta a 32 kilobyte /s quando gliel’ho fatto presente tramite mail l’hanno levata.
    32kbyte sono ben diversi da 32kbit

  • Francesco

    Io lavoro nel settore e sono anni che mi rendo conto del termine “Mega” è utilizzato in modo sopravvalutato (dato che poi traducendo in Byte si arriva solo ai KB..).

    C’è però da considerare che questa non è l’informatica dei Byte, ma bensì la telematica dei bit, quindi è tecnicamente più corretto parlare prima di tutto di velocità in Mb o Kb, per tecnici e non; se però si vuole guardare il consumatore medio, la cosa più onesta sarebbe specificare la velocità in “bit per secondo” e -magari tra parentesi- indicare il corrispettivo in “Byte per secondo”.
    Il prodotto sarà anche puramente commerciale, ma non si può pretendere di “cambiare totalmente” in vista “dell’utente medio”, altrimenti non ci si può aspettare l’evoluzione del sistema (come ad esempio il miglioramento della velocità effettiva di trasmissione).

    • younginforma

      Infatti è esattamente quello che dico, scrivo e riscrivo in maniera oramai “disperata”. Ma vedo che il concetto:”saper comunicare anche ai non consumatori per fini commerciali” nella testa un po’ tarata di determinati “esperti” non può entrare. Pazienza, l’importante è informare chi non da per scontate certe cose perché ha la “colpa” di non averle studiate.

      • Francesco

        Beh, l’unica colpa che gli “esperti” posso imputare ai consumatori è che come hanno imparato a memoria ad usare le app della Apple, di Android e di Windows Mobile, alla stessa maniera possono sbattersi per cercare di capire questi tecnicismi informatici, dato che non ci va una laurea per studiarli e capirli (e magari preoccuparsi del fatto che la velocità pubblicizzata non è quella effettiva, questione di cui di solito l’utente medio se ne frega abbastanza, partecipando al branco del “va tutto lento”).
        Ma questo lo possono dire gli “esperti”, non le compagnie telefoniche, dato che sia l’utente medio che l’esperto non va d’accordo con l’aziende telefoniche.. :o)

        PS: non ci tengo a darti contro o a dire per forza la mia, ma non sapevo cosa fare e allora ho scritto qua qualcosa, magari per creare un po’ di curiosità in qualcuno che legge, o magari per far vedere quanto sono bravo.. XD Ma sono ben felice se le mie risposte ti danno l’opportunità di dare una risposta per “farti odiare dagli imbecilli” (cit. dalla tua descrizione). ;o)

    • Jackal

      Questo mi sembra un buon commento ma, nel mio piccolo, sono d’accordo con chi ha scritto l’articolo. In molti altri campi le indicazioni devono sempre essere fatte “a prova di stupido” e non vedo perché, per quanto riguarda l’informatica, non debba essere così. Per esempio in campo alimentare (il mio campo) è obbligatorio scrivere su un prodotto surgelato “Da consumarsi previa cottura”. Ora, non vedo chi si metterebbe a leccare un petto di pollo surgelato come fosse un cornetto, però se si è costretti a scrivere simili banalità su un prodotto alimentare, perché non venire incontro agli “imbecilli” anche nel campo informatico?

  • Federico Maestri

    Vorrei far notare a tutti i sapienti, che dicono certamente una cosa giusta dicendo che la velocità si è sempre misurata in megabit al secondo, che non è questo che Germano ha scritto. Dire che chi non conosce la differenza si attacca è quantomeno miope in un Paese con una diffusione del computer e di internet tanto ridicola quale l’Italia è. Prudenza vuole che, quando si acquista un bene o si paga un servizio, ci si informi.

    Onestà vuole, però, che il prodotto riporti diciture e descrizioni tali da non obbligare il 60enne ad un corso di informatica prima di capire cosa sta leggendo (e di 60enni che sanno forse come accenderlo, il computer, e che sono intestatari di linee telefoniche, ce ne sono una marea, in Italia).
    Fossimo anche il 100% di italiani imbecilli, non sarebbe certo una buona ragione per inc**arci dall’alba al tramonto.

    p.s.- Attenzione a definire chiunque sia digiuno di informatica “ignorante, il tipico italiano medio”. Tutti noi nella vita facciamo percorsi diversi, e ci sarà sempre qualche tema sul quale siamo ignoranti in modo grave pur dovendoci fornire di qualcosa relativamente a quel settore. Non per questo si è dei somari, semplicemente ci si intende d’altro. Meno spocchia, o quando toccherà a voi non sapere una fava avremo da ridere.

    • younginforma

      Lasciamo perdere, Federico. Alcuni hanno scambiato il mio tentativo di informare il consumatore medio su concetti e cose che ovviamente non sa, in un’occasione per dare lezioni di informatica di base non richieste e soprattutto inutili. Ma funziona così: chi sa o crede di sapere qualcosa di solito è più interessato a farlo sapere con “violenza” al mondo che a porsi altre domande e a guardare ciò che sa anche con prospettive diverse. Il mio lavoro però è informare chi non sa, non certo dire cose ovvie a chi già conosce. Mi sono solo preoccupato, dopo ampio sondaggio, di sottolineare il pericolo CONCRETO E VERIFICATO che quel “7Mega” sia scambiato dai non informati(ci) per “7Megabyte”. Chi non comprende il problema o è un totale imbecille o è un totale alienato. In entrambi i casi, non mi meraviglio che vada in crisi leggendo la mia richiesta di maggior chiarezza :)

      • Filippo

        In realtà hai fatto di più. Hai accusato le compagnie telefoniche di “raggiro” (truffa) e “pubblicità ingannevole”.
        Avessi solo parlato di rischio, avrei condiviso l’articolo anziché criticarlo.

        Il fatto che, in questa risposta, tu ti permetta di dare degli imbecilli agli altri, poi, non aiuta di certo. Esiste modo e modo di esprimersi.

  • Mitch

    L’altro giorno ho acquistato un modem/router wi-fi.
    Premetto che non sono una cima in questo campo ma mi colpì un grafico a barre orizzontali sulla potenza del segnale wifi, sul retro della scatola.
    Il semplice grafico (con simpatici disegnini alla fine della barra) da un’informazione CHIARA e SEMPLIFICATA tra un modem/router di potenza N150 e N300. Non é certo una lezione di alta informatica di 3 ore.
    Sulle altre scatole di altre marche non hanno sentito il bisogno di perdere tempo nell’informare un utente medio: scelte commerciali.
    Io ho acquistato ovviamente il prodotto di quella azienda che si é sforzata di essere più chiara possibile.

    Con questo voglio dire che l’osservazione dell’articolo ci sta!

    Basterebbe in ogni offerta invece di usare pinguini che ballano in spiaggia, con una voce che legge a velocità luce i dettagli tecnici, CAMBIARE MODO DI INFORMARE.

    Sembra quasi che non vogliano che il consumatore medio possa fare confronti immediati e semplici con altre compagnie.

    Quando un idraulico vi sistema un tubo dopo che la casa si é allagata, non vorrete certo una lezione di impianti e termodinamica ma sicuramente quando gli farete una domanda da casalingo medio, vorrete sapere qua l’era il problema.
    E un’ottimo idraulico professionale ve la darà:
    “Era er tappo signó!”
    ;D

  • Valentina

    Mha, io non sono un’esperta di informatica, ma questo articolo mi sembra assurdo comunque. Indubbiamente il consumatore non sa che “7 Mega” sono 7 megabit, indubbiamente ti dirà “7 megabyte” il punto è… ma quel consumatore medio sa cosa sono i megabyte o parla di “megabyte” perchè ha sentito dire così? Se non sa la differenza tra bit e byte allora non sa proprio esattamente cosa sta comprando, si limita a cercare il numero più alto. Il problema quindi si porrebbe se x compagnie usassero una dicitura e una compagnia un’altra, in quel caso si creerebbe confusione perché il consumatore non potrebbe mettere a confronto le offerte, ma usando tutte la stessa unità di misura non c’è problema, qualunque unità essa sia. Tanto 7 Mega è più di 5 Mega e meno di 20 Mega, finchè ciò che c’è dopo “mega” resta uguale. E se da domani decidessero di misurare in “caramelle” cambierebbe niente, basta mettersi d’accordo, 20 caramelle > 7 caramelle > 5 caramelle. Questo interessa all’utente medio. Se tu vai da uno che crede siano 7 Megabyte e gli dici “No, guarda, sono 7 Megabit” non ti dice “Oddio, mi hanno truffato, alle armi!” ti risponde “Ah, ok” perché tanto non sa di cosa stai parlando. Probabilmente se da domani le compagnie riportassero “Vi offriamo 0.2 Megabyte!” l’utente medio direbbe “Ma come? Fino a ieri c’era il 20!” perchè tanto l’utente medio cerca il numero, dando per buono che l’unita sia la stessa su ogni prodotto. Basta che tu vada in un negozio di informatica o di elettrodomestici, la gente confronta le scatole dicendo “Ah, qui c’è scritto 3 e lì alla stessa cosa c’è scritto 2, quindi questo è meglio!” cosa sia quella cosa non importa, passa la semplice idea “Se alle medesime prestazioni questo computer ha un numerino più alto di quello allora questo è meglio”. L’utente medio non sa cosa quel numerino rappresenti.

  • 1964

    Come troppo spesso accade in rete da una notizia che vorrebbe solo condividere opinioni e informazioni ne nasce una contestazione con tanto di insulti.
    IO ho trovato l’articolo utile perchè offre una segnalazione che se interessa può essere personalmente approfondita.
    Tanto per chiarire uso il PC da quasi prima che venisse coniato il termite quindi ho vissuto tutta la trafila.
    Ho ancora in soffitta un “portable IBM” con chermo da 7 pollici verde due floppy e con disco esterno Ampexa da ben 10 MB che quando accendevo dava un picco di assorbimento pari a una centrale termica…..
    Parlo solo ai saccenti che hanno trovato l’articolo inutile e superficiale e che credono che L’italia sia una repubblica democratica e liberale. La mia, purtroppo, inutile opinione di quarantonovenne è che non è affatto così.
    La questione non è solo MB o Mb la questione è che moltissime pubblicità sono del tutto fuorvianti e non solo le pubblicità ma anche le comunicazioni che in genere sono destinate ad un bacino di utenza ampio dove comunque si va a colpire nella massa (informatevi un po’ su A.Maslow se vi va)
    Provate a leggere le bollette della Energia elettrica di varie compagnie………cercate di confrontarle e vedrete che è piuttosto complessa la cosa, provate a confrontare le proposte commerciali telefoniche ……sempre e comunque complicato.
    NOta anche per chi dice che è quasi obbligatorio sapere certe nozioni visto che si trovano in rete e che in rete si naviga spesso: a voi dico che sicuramente pochi sapranno cambiare un iniettore di una macchina seppure in macchina ci andate ogni giorno e ancora vi dico che pochi saprebbero cambiare la vasca di scarico del wc…eppure “la” fate ogni giorno………….opsss.
    PS l’articolo va bene………………..sono i lettori che sanno tutto di tutto…purchè ovviamente lo sappiano.

    El saggio sa poco
    el furbo sa molto
    el mona….sa tuto

  • Vincenzo Scolavino

    Non farci caso, questa è l’epoca dei “bulli da tastiera”. Purtroppo sono pochi quelli che, come me, nei commenti, ci mettono nome, cognome e faccia.
    Le critiche poi dovrebbero essere costruttive, e non offensive.
    Secondo me quest’articolo doveva essere scritto in tono meno polemico, e più informativo. Questa cosa dei megabyte/megabit più che truffa è una “furbata” dei gestori. Io,piuttosto, mi sarei soffermato sulla vera truffa delle compagnie, ossia quella di promettere un tot di mbit, senza valutare tutta una serie di fattori importanti come la capacità effettiva della linea sotto carico, l’SNR, l’attenuazione del segnale, la qualità del doppino etcetc, per poi ritrovarti di domenica, o in giorni particolarmente concitati, con metà della banda promessa (nel migliore dei casi).
    Saluti.

  • Asbesto

    Leggendo articolo e commenti mi pare che il focus sia sbagliato.
    La questione non è la banda nominale, bensì il rapporto di massima concorrenza, ovvero quanti utenti utilizzano contemporaneamente una connessione dati.
    Alla luce di questo parlare di Mbit o Mbyte serve a poco, servirebbe stabilire un tetto massimo al numero di utenze collegate ovvero parlare di connessione minima garantita (cosa peraltro riportata nei contratti standard di alcune compagnie telefoniche, anche se scritti in caratteri micro)
    Si perchè le compagnie telefoniche usano questo escamotage da tempo: abbassano i prezzi ed aumentano la massima concorrenza: finchè uno naviga e basta va tutto bene, nel momento in cui per sbaglio deve fare un upload saltano fuori le magagne.
    E non mi riferisco solo alle asimmetriche (ADSL) ma anche a HDSL e via discorrendo.
    Io posso avere anche una 100 Megabit come linea (avendo Fastweb) ma se mi ritrovo con 50 utenze attive (dipende dagli orari) in determinate situazioni la mia reale disponibilità è di 2 Megabit.
    Centrare il discorso sulla banda nominale mi pare quindi errato: i contratti dovrebbero evidenziare invece la banda minima garantita indicando successivamente la banda massima (teorica) raggiungibile.

  • Piero

    Leggo un sacco di critiche tipiche da tecnologo. Secondo me, invece, è tipico, e da contrastare, questo comportamento dei fornitori di servizi di usare termini tecnici per rendere le offerte fumose e incomprensibili (non solo tecnologia, vedi anche banche, assicurazioni, luce/gas…). Internet, come il telefono, la luce il gas, è un servizio di base in una società moderna, e non deve essere visto come un servizio tecnologico riservato ai pochi che sanno la differenza tra bit e byte. Bravo Germano, che solleva un punto senza però sottolinearlo (ma non era il tema centrale dell’articolo): a Telecom abbiamo regalato la rete, l’ha sfruttata senza svilupparla e il risultato è che nessun operatore è oggi in grado di fornire un servizio a banda larga senza essere contretto a standersi i propri cavi/fibre.

  • Luca Paleari

    Ed è pure stato scritto da un giornalista “professionista” questo pezzo, figuriamoci se era scritto da un novellino…