“Legge anti-gay” in Russia. Omosessuali protestano, 20 arresti

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Pubblicato il 11 giugno 2013

Duma gay La “legge anti-gay” prevista oggi in seconda e terza lettura alla Duma di Stato russa che vieta la promozione di “comportamenti sessuali non tradizionali” tra i minori, scatena le proteste degli omosessuali.

Durante la manifestazione di protesta organizzata dagli attivisti per i diritti dei gay 20 persone sono state arrestate. Gli omosessuali, che vivono già una situazione molto difficile in Russia, temono che dopo l’approvazione di queste leggi l‘omofobia diventi ancora più diffusa. Negli ultimi mesi due giovani gay sono stati uccisi brutalmente a causa delle loro preferenze sessuali.

Anche da Washington Human Rights Watch ha chiesto a Mosca di non approvare la legge, definendola “una discriminazione e una violazione dei diritti umani fondamentali delle persone LGBT. Cercare di escluderli come ‘non tradizionali’ è cercare di renderli meno che umani. È cinico, ed è pericoloso”.

Ma secondo un recente sondaggio Tsiom, l’88% dei russi sostiene la legge, il 7% è contrario.
Il testo della norma, che secondo i suoi promotori serve a difendere i bambini dalla propaganda che “nega i valori familiari tradizionali” e prevede multe fino a un milione di rubli, particolarmente severe per internet e gli stranieri, è stato emendato diverse volte dopo la prima lettura cancellando il termine “propaganda omosessuale”. I gay pride sono vietati solo se svolti in luoghi accessibili ai bambini.

Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato di recente di essere favorevole a un eventuale bando alle adozioni di orfani russi da parte di coppie gay. Ma secondo il commissario per i diritti umani russo Vladimir Lukin “un’applicazione crudele e imprudente della legge potrebbe portare a perdite e tragedie umane”.

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  • mikkelj tazoroddu

    Mi sorprendo nel constatare, cara Maria, con quale, qualunquistica pertinenza nomini il Lilliu, che rappresenta la sfortuna più grande che la cultura sarda potesse mai avere! Vedo che nomini persino la Fadda (che non è stata mai soprintendente!) ch’è altro personaggio di dubbia qualità! Pertanto, non ritengo opportuno seguirti nella tua orazione elogiativa di tali dannosi perdigiorno!

    La mia osservazione, che non hai voluto cogliere (spero sia così) si limitava a chiedere di soffermarti un attimo a considerare qualità e appropriata assegnazione temporale del vocabolo “nuragico”! Perché (sarai d’accordo) così sistemata nella tua breve esposizione “naturalmente parliamo della civiltà Nuragica”, pare davvero un qualsiasi “fascio che raccoglie tutta l’erba”!

    Grazie, mikkelj.

  • Maria

    Dal Nick presumo lei sia sardo. Per questo più che sorpresa sono perplessa dal suo commento al mio.
    Parla della civiltà nuragica come se fosse un’opinione mia personale e non un dato di fatto più che documentata da studiosi archeologi di fama internazionale, il più grande e primo il compianto professor Giovanni Lilliu, a ragione chiamato “padre dell’archeologia sarda” che, con i suoi scavi a Barumini cominciò oltre 60 anni fa a cambiare in toto la storia presunta dell’isola. Poi ci sono le pubblicazioni della dottoressa M. Ausilia Fadda, soprintendente fino a qualche anno fa della soprintendenza archeologica di Nuoro che ha diretto gli scavi ad alcuni dei ritrovamenti più preziosi proprio nel nuorese.
    Invece di chiedere a me “il periodo e il tempo in cui la inserirei”, che equivale a chiedermi dove inserirei la civiltà micenea, quella ittita o egizia, faccia uno sforzo: si prenda qualche libro, anche in una qualsiasi biblioteca pubblica, e legga. Poi magari si faccia un giro e vada a visitarsi qualche nuraghe : su Nuraxi a Barumini (CA), La Reggia di Santu Antine a Torralba (SS), il Nuraghe Losa a Abbasanta (OR), e sono solo i più noti e scavati da tempo, anche se continuano sempre a riservare sorprese. Ma le consiglio anche qualche tomba di gigante, ad esempio quella bellissima di Sa Ena ‘e Thomes nel territorio di Dorgali (NU), o Li Longhi ad Arzachena (OT), anche queste sono solo due… Ma ancora vada a visitare qualche pozzo sacro, quello di S.ta Cristina nel territorio di Paulilatino (OR) e avrà modo di visitare anche il vicino villaggio nuragico con nuraghe sia a torre che a megalon. Ma non è finita. Ci sono i santuari nuragici, fra i quali spiccano Su Romanzesu nel territorio di Bitti (NU) e S.ta Vittoria di Serri in quello appunto di Serri (CA). Per non parlare dei musei archeologici nazionali di Cagliari e Sassari, e degli altri territoriali, da Sant’Antioco a Carbonia, dall’Antiquarium Arborense a Oristano a quello bellissimo di Villanovaforru (CA), dove si conservano i manufatti di ceramica ma soprattutto di bronzo, perchè sa, IO “presumo”, che i nuragici lavorassero molto bene la nuova lega che da il nome al periodo storico del loro maggiore fulgore, il bronzo appunto.
    Lo so, è poco per stabilire la grandezza di una civiltà che nacque approssimativamente in Sardegna 4 mila anni fa.